INCOMPIUTE STORICHE

Mare-Monti, La Provincia di Pescara preme per completare l'opera

Rifondazione: «è una farsa»

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Mare-Monti, La Provincia di Pescara preme per completare l'opera

L'incotro di ieri

PESCARA. La Provincia di Pescara punta a sbloccare l'iter della Mare-Monti.

Si vuole dunque trovare una soluzione per il tratto della strada statale 81 tra Penne e Loreto, al palo ormai da anni a seguito dell'intervento della magistratura che ha di fatto interrotto il primo lotto dei lavori.
Per la Procura l'appalto sarebbe stato stravolto per renderlo vantaggioso per l'impresa Toto spa. Partendo da una base d'asta di 61 miliardi e 400 milioni di vecchie lire la società riuscì ad offrire poco meno di 33 miliardi con la «preordinata intenzione di non dare corso ai lavori e di ottenere invece l'approvazione di perizie di varianti», dice la procura.
Un vantaggio ottenuto, dice l’accusa grazie alla collaborazione e alla cooperazione di tutti gli attori in gioco, dai dirigenti dell'Anas al commissario straordinario nominato nel 2006, Valeria Olivieri, ai vari tecnici nominati all'uopo, come Carlo Strassil. Ma per la procura ci sarebbe stata anche la regia occulta di Luciano D’Alfonso che oggi si muove in prima persona partecipando alle riunioni istituzionali per sbloccare l’iter.
Al momento l’inchiesta (del sostituto procuratore Gennaro Varone) è in fase di udienza preliminare, più volte rinviata per difetto di notifica. C'è battaglia sulla competenza mentre si va verso la prescrizione di alcuni reati.

L’INCONTRO IN PROVINCIA CON D’ALFONSO
Certo che l'intervento vada comunque realizzato, il presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa ha convocato ieri mattina Anas e Region e Abruzzo, pur sapendo che la Provincia non è direttamente preposta a realizzare l'opera e puntando quindi al coordinamento tra gli enti sovraordinati e i Comuni.
All'incontro hanno partecipato per la Provincia, oltre a Testa, gli assessori Roberto Ruggieri e Andrea Faieta, i presidenti di commissione Camillo Savini e Graziano Zazzetta, con il dirigente ai Lavori Pubblici Paolo D'Incecco. Per l'Anas c'era il capo compartimento Lelio Russo con Luciano D'Alfonso e i tecnici.
Invitati a partecipare anche i rappresentanti dei Comuni di Penne e Loreto: per il primo c'era l'assessore ai Lavori pubblici Ennio Napoletano, per il secondo nessuno. La Regione, invece, era presente Carla Mannetti, direttrice del servizio viabilità.
«Il nostro obiettivo - dicono Testa e gli assessori Ruggieri e Faieta - è stimolare la ripresa e la conclusione di una vicenda farraginosa e puntiamo a trasferire sul secondo lotto i fondi destinati al primo. Ho raccolto i consensi dei partecipanti e non sembra ci siano problemi per i fondi, che però andrebbero integrati per rilievi e progettazione. Riuscendo a far ripartire il progetto potremmo inserirci nella pedemontana Marche-Abruzzo-Molise, considerato che ad oggi la zona vestina è esclusa e potremmo anche favorire i collegamenti della zona vestina con la costa. Progetti sui quali non si può perdere altro tempo, e sui quali chiediamo ai nostri interlocutori di accelerare in ogni modo».
Ruggieri ha rilanciato poi, nel dialogo con l'Anas, la proposta di prolungare la variante alla statale 16, da Montesilvano a Silvi.
La questione della mare-monti, che ha trovato tutti d'accordo sulla necessità di sbloccare l'iter, sarà da adesso in poi al centro di appuntamenti periodici per fare il punto della situazione. Savini, presidente della Commissione Lavori pubblici, più volte ha sollecitato la necessità di tornare ad occuparsi di quest'opera.

RIFONDAZIONE: «È UNA FARSA»
«Invitereste l’amministratore di condominio indagato per una truffa relativa al vostro condominio ad una riunione condominiale?», domanda Corrado Di Sante, segretario provinciale PRC
«È davvero una farsa. Alcuni politicanti in provincia di Pescara hanno veramente perso la bussola della decenza, o forse visti i precedenti non l’hanno mai avuta. Nel merito della vicenda e del tavolo tecnico ricordiamo che non siamo di fronte a “procedure farraginose” bensì a procedure che presentano numerosi profili di illegalità».
Di Sante ricorda inoltre che il Consiglio provinciale su proposta del consigliere Sandro Di Minco di Rifondazione Comunista si costituì parte civile nel processo.
«È evidente», continua Di Sante, «che prima di qualsiasi cosa va cercata un’altra soluzione progettuale compatibile con la normativa vigente, nel rispetto della legalità e della trasparenza e a basso impatto ambientale. L’importanza per l’entroterra vestino di migliorare la viabilità non può essere strumentalmente utilizzata per fare come nulla fosse successo. È assurdo che la giunta provinciale e gli amministratori del comune di Penne non trovino di meglio che interloquire e cercare consiglio nell’indagato nel medesimo processo sulla vicenda, Luciano D’Alfonso».