Montesilvano, il contratto con la Greenservice tra mazzette e inadempienze

M5S: «Il Comune diffidi la società e applichi le penali»

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COMUNE DI MONTESILVANO
MONTESILVANO. Arresti clamorosi, processi, polemiche, sospetto di tangenti ed un processo tra mille veleni.

La storia giudiziaria di Montesilvano sta per arrivare al termine. Il prossimo 18 dicembre ci sarà la sentenza di primo grado del “Ciclone”. La verità giudiziaria sarà dunque scritta a breve e rimane la verità vera che continua a pesare sulle spalle dei montesilvanesi.
La storia riportata alla luce da Manuel Anelli del Movimento 5 stelle è forse l’esempio di come a Montesilvano, in realtà, il gruppo di potere è sempre stato lo stesso ed una opposizione vera non c’è mai stata. Il movimento che fa capo a Beppe Grillo «con grossa fatica» è riuscita ad entrare in possesso del contratto che il Comun e di Montesilvano ha stipulato con la Greenservice, sottoscritto nel lontano 2004, otto anni e dieci mesi fa, con la ditta di Bruno Chiulli ai tempi di Enzo Cantagallo. Il contratto è tutt’ora in corso e scadrà a gennaio 2013.
Sia Cantagallo che Chiulli sono imputati nel processo e proprio quel contratto è stato oggetto di pesanti accuse. E’ stato sviscerato nella sua costituzione e negli interessi sottesi. Nel processo si è parlato di dubbi e di presunte irregolarità di un simile contratto che nascondeva un affidamento diretto per un importo di circa 3 mln di euro per una serie di servizi.
Anelli fa notare la singolarità del fatto che soltanto lui abbia avuto la curiosità e l’interesse di leggere il contratto per capire e valutare. «E’ agghiacciante», dice Anelli, «che noi dopo una prima lettura ci siamo resi conto delle macroscopiche inadempienze contrattuali di un atto che giace negli uffici del comune da più di 8 anni considerando anche l'importante cifra in questione (circa 3 milioni di euro). Non ci reputiamo più saggi di altri ma sicuramente abbiamo avuto la buona volontà di controllare il contratto, coraggio ed onestà intellettuale che altri forse non hanno avuto».

«INADEMPIENZE MACROSCOPICHE»
E sono molte le anomalie che emergono dalla lettura del contratto.
Con l’articolo 11 (Contributo del servizio di videosorveglianza), la ditta si impegnava all’installazione a proprio carico di 15 telecamere a circuito chiuso (spesa prevista 187.000 €), che non sono mai state installate.
«Perché -si chiede il consigliere di minoranza- la giunta non si è mai accorta dell’inadempienza e non ha mai preteso dalla ditta l’ottemperanza al contratto?» L’argomento è di strettissima attualità perché il Comune di Montesilvano di fatto ha pagato già quei 187.000 euro per telecamere che non sono state installate ed ora ne deve pagare altri 300 per mettere quelle più altre.

ROTATORIE E PIANTE
Sempre in premessa la ditta si impegnava a realizzare: varie rotatorie e relative aiuole con un investimento di 310.000 euro; l’installazione sulla strada parco di svariate piante (50 + 50) tipo Cinnamomun Camphora e Banksia Integrifolia, 500 oleandri con altezza di 80/100 cm e 30 Melia Azederach, un numero imprecisato di cestini e panchine il tutto per un investimento di 77.300 €.
E poi un sistema di irrigazione centralizzato con controllo a distanza con un investimento per la ditta di 110.800 €; la realizzazione di un software informatico per la gestione del servizio nonché per il censimento del patrimonio verde del comune con un investimento per la ditta 75.000 €. Il tutto a costo zero per l’amministrazione chiedendo in cambio un numero non precisato di impianti pubblicitari.
La ditta inoltre dovrebbe essere reperibile 24 ore su 24 con intervento sul posto in 60 minuti dalla richiesta con una squadra sempre reperibile: «tale servizio, a costo zero per l’amministrazione, che la ditta stima in 180.000 €», fa notare Anelli, «è attualmente inesistente».

RACCOLTA DIFERENZIATA
La ditta si impegnava anche ad effettuare la raccolta differenziata con il recupero del materiale di risulta della manutenzione dei giardini sia pubblici che privati; tale materiale doveva essere conferito presso la piattaforma di stoccaggio per essere lavorato e trasformato in compost, con un costo per la ditta di circa 265.999,16 €; tale progetto prevedeva un adeguata campagna di sensibilizzazione pubblica con l’affissione di manifesti ed invio di pieghevoli, con un servizio di raccolta a domicilio tramite numero verde.
«Sono tutte cose», fa notare il Movimento 5 Stelle, «che non risultano essere state fatte in quanto inoltre non esiste alcun numero verde».

MAGAZZINO PIANTE
La ditta si impegnava a realizzare un magazzino piante, una costruzione di serra riscaldata per il ricovero di piante da interno e l’allestimento di addobbi per manifestazioni nonché la realizzazione di un piazzale per il deposito di piante da esterno, il tutto a costo zero per l’amministrazione con un investimento da parte della ditta di circa 220.000 € in cambio di affissioni di cartelli pubblicitari.

UN ALBERO PER OGNI BAMBINO NATO
La ditta si impegnava sempre in premessa ad attuare la legge “Rutelli” con l’installazione di un albero per ogni bambino nato, con la successiva creazione di un area verde denominata “il bosco dei bambini” a costo zero per l’amministrazione ed un investimento da parte della ditta di circa 135.000 € sempre in cambio di cartelli pubblicitari. «Non è stato mai realizzato», protesta Anelli.
Inoltre, la ditta si impegnava alla formazione e sensibilizzazione pubblica mediante realizzazione di un giardino progettato da studenti a seguito di un corso di formazione oltre a campagne pubblicitarie e distribuzione di volantini informativi; tale corso prevedeva un contributo del 50%, non vincolante, a carico dell’amministrazione. Infatti nel caso in cui l’amministrazione non volesse partecipare il progetto sarebbe stato realizzato comunque dalla ditta ma in forma ridotta e con un costo stimato di 251.460 €. Allo stato attuale non è stato fatto.

CARENZA DI LAVORO: LICENZIATI 4 OPERAI
La ditta Chiulli all’inizio del 2012 ha licenziato quattro operai con la giustificazione di carenza di lavoro nonostante il contratto in essere con il Comune.
«Ci chiediamo con quali figure professionali siano stati rimpiazzati questi operai», si domanda Anelli, «ricordiamo che per lo svolgimento delle attività la ditta si sarebbe impegnata a comunicare tempestivamente ai fini della autorizzazione eventuali variazioni dei gruppi di lavoro usando personale di pari livello retributivo e specialistico, lasciando all’amministrazione la facoltà di verificare in ogni momento l’esecuzione del presente contratto e la corrispondenza delle figure professionali previste».
Come ogni contratto deve essere portato a termine altrimenti sono previste per legge pene pesanti derivanti dall’inadempimento. A fronte di queste macroscopiche falle nel sistema di controllo amministrativo di Montesilvano che cosa si intende fare? Perché nessun dirigente comunale si è mai accorto di tutto questo? Chi doveva controllare la ditta Chiulli?
Secondo la penale inserita nel contratto si prevede una penale giornaliera dai 150 ad un massimo di 300 € scalandoli da compenso dovuto mensilmente alla ditta (circa 30.000€) oppure il Comune potrebbe avvalersi della cauzione (66.366,55 €) senza bisogno di diffida scritta.
«L’applicazione di penali, comunque», spiega Anelli, «non esula la ditta dalla realizzazione delle opere o servizi previsti dal contratto; pertanto si chiede che l’amministrazione diffidi come previsto dall’art. 22 del contratto la Green Service ad osservare gli obblighi ivi indicati ed ad eliminare le pendenze entro 15 giorni dalla data di comunicazione. In virtù delle penali sopra citate il Comune potrebbe rimpinguare le casse comunale che in più occasioni millanta per vuote». Tutte queste perplessità e altre sono state già presentate dal Consigliere Paolo Di Blasio, membro dell’Arcobaleno, in un’interrogazione comunale che non è stata ancora discussa. «Attendiamo insieme ai cittadini, risposte e responsabilità», chiude Anelli, « ma soprattutto ci auguriamo che il futuro bando per la gestione del verde (l’attuale scade nel Gennaio 2013) non avrà clausole che il Comune sa già di non voler/poter far rispettare».

a.b.


ASSESSORE D’IGNAZIO:«SE CI SONO INADEMPIENZE NON ATTENDEREMO UN MINUTO PER CHIEDERE RISARCIMENTO»
«Sul contratto GreenService abbiamo già chiesto agli uffici una dettagliata relazione che faccia chiarezza sulle presunte inadempienze per attivare quel controllo di cui la vecchia amministrazione non ha sentito l’esigenza, nonostante i cinque anni a disposizione per farlo». E’ quanto dichiara l’assessore Feliciano D’Ignazio in risposta alla denuncia del consigliere Manuel Anelli, relativa al contratto con la GreenService.
«Abbiamo attivato», ha detto l’assessore, «tutti i canali a nostra disposizione per effettuare opportuni controlli, chiedendo agli uffici di analizzare approfonditamente un contratto complesso ed il bando concorso che lo ha posto in essere. Se verranno confermate e documentate le presunte inadempienze, questa amministrazione comunale non attenderà nemmeno un minuto per chiedere all’ufficio legale del Comune di attivarsi con gli strumenti previsti dalla legge».
«Ringrazio il giovane consigliere Anelli – aggiunge l’assessore - per le sue sollecitazioni e per il lavoro che sta producendo, invitandolo a collaborare con noi ed a fornirci, se ne avesse, anche ulteriori informazioni in merito, perché l’obiettivo che persegue con la sua denuncia è lo stesso che vogliamo raggiungere con il nostro lavoro: ripristinare la legalità».