BINARI MORTI

Metropolitana di superficie, per L’Aquila una penale da 8 milioni di euro

Lo annuncia Cialente su Facebook

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METROPOLITANA L'AQUILA
L’AQUILA. A quanto ammontano complessivamente penali, spese per avvocati, ecc. che il Comune sarà costretto a pagare per colpa della famigerata metropolitana di superficie?

«Saranno fra i 7milioni e mezzo e gli 8 milioni», risponde il primo cittadino su Facebook alla domanda di un aquilano. Ieri mattina, spiega Cialente, c’è stata la riunione definitiva e bisogna cominciare a rassegnarsi all’idea di veder scivolare via una montagna di soldi per una incompiuta che aveva fatto molto discutere in città.
La cattiva notizia arriva così a poche ore dalla buona notizia dei 26 milioni che pioveranno sulla città grazie a un emendamento alla legge di stabilità per risanare il bilancio.
I lavori per la tramvia leggera su gomma, finanziati per 33 milioni di euro, cominciarono nel 2003 quando L’Aquila era una città completamente diversa da oggi e non aveva ancora conosciuto il dramma del sisma. Il progetto venne presentato dall’allora sindaco Biagio Tempesta come un qualcosa che avrebbe cambiato «completamente la città, che vuol essere sempre più europe».
Sergio De Paulis, ex-assessore e ideatore della metro parlava di «opera innovativa che pone L’Aquila all’avanguardia nel settore del trasporto pubblico urbano» e l’allora ministro alle Infrastrutture si unì al coro definendola «un fiore all'occhiello della mobilità urbana nel nostro Paese».

Alla fine è diventata, però, il fiore all’occhiello delle grandi incompiute aquilane, il simbolo di uno scandalo indegno che non ha responsabili e che racconta un sistema di amministrazione con falle enormi e misteri irrisolti.
Il percorso iniziale era di 5 chilometri e 700 metri sul quale avrebbe dovuto viaggiare un treno con sette vagoni (ciascuno per 157 passeggeri) dall'ospedale regionale di Coppito fino alla centralissima piazza Palazzo, passando proprio per via Roma. Numerosi cittadini, poi costituitisi in comitati, hanno protestato contro la scelta dell'itinerario; nel frattempo via Roma è rimasta chiusa al traffico veicolare, rendendo difficile l'accesso al centro, e i lavori si sono bloccati a seguito di un contenzioso tra amministrazione comunale e ditta concessionaria.
A rallentare la realizzazione dell'opera hanno contribuito poi la procedura d'infrazione aperta dall'Unione Europea (e poi chiusa) sul rispetto delle norme per gli appalti pubblici, lo stop ai lavori ottenuto dal Ministero dei Beni culturali per possibili danni agli storici edifici di via Roma e, infine, inchieste della magistratura locale. Alla fine l’opera è stata archiviata ma resta per le casse del Comune la spesa per penali e parcelle degli avvocati, come ha confermato il sindaco. La storia ebbe risalto nazionale, venne raccontata da diversi programmi televisivi come esempio di grande incompiuta nazionale. Ne parlarono, tra gli altri, Striscia la Notizia e Ballarò.
Della metropolitana resta il peso immenso della penale da pagare con le casse pubbliche ed il sospetto che non si è imparato nulla da questa storia.