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Gran Sasso Teramano: «un paio di giorni di tempo prima del fallimento»

Catarra avverte, il tempo sta scadendo

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prati di tivo gran sasso teramano
TERAMO. «Abbiamo solo un paio di giorni di tempo: se non riusciamo a trovare una soluzione sarà la fine».

Così il presidente della Provincia Walter Catarra sulla gestione degli impianti di risalita, cabinovia compresa, dei Prati di Tivo.
Com’è noto è andata deserta la gara per l’affidamento della gestione degli impianti e la Sangritana, la società che in questi anni è stata affidataria, alle attuali condizioni parrebbe non interessata a proseguire il rapporto con la Gran Sasso Teramano: c’è quindi il concreto rischio che vada deserta anche la seconda gara fissata per martedì prossimo.
E quando dice fine Catarra intende «non solo il fallimento della stagione turistica, di numerosi operatori, della Gran Sasso Teramano» ma anche «il fallimento di un’azione politica e istituzionale che in maniera trasversale ha dato il via, dieci anni fa, ad un’operazione che avrebbe dovuto segnare il rilancio della montagna teramana».
Ieri mattina Catarra ha incontrato tutti i soggetti coinvolti, dopo una serie di riunioni a tavoli separati, per trovare, in extremis, una soluzione. «Oggi - dichiara Catarra - registro una volontà nuova, da parte di tutti, di trovare una soluzione e mi auguro che nelle prossime ore possano essere sciolti i numerosi nodi di questa vicenda».
Se non si riesce ad aprire per Natale, questa l’opinione unanimemente condivisa, «sarebbe a rischio la sopravvivenza dell’intero comprensorio turistico perché sarà molto difficile, in futuro, trovare qualcuno che venga a investire sul Gran Sasso teramano».

Insieme all’assessore al Lavoro Eva Guardiani, il presidente si è incontrato con il Comune di Pietracamela, con gli operatori turistici, con la Siget e, naturalmente, con la Gran Sasso Teramano rappresenta dal suo presidente, Mauro Bacchion, e dall’amministratore Ferdinando Marsilii.
La Gran Sasso Teramano, sulla base di appositi pareri legali e amministrativi, vorrebbe tentare la carta dell’affidamento temporaneo degli impianti di Prati di Tivo (5 mesi per coprire almeno la stagione invernale). Occorrono 100 mila euro; tante le spese stimate per sostenere la gestione degli impianti e al momento nessun operatore privato ha manifestato l’intenzione di assumere un tale rischio di impresa – stante le numerose problematiche insorte in questi anni, sia di tipo economico sia di tipo amministrativo, nel rapporto con gli enti locali - per di più legato anche a fattori non controllabili, come la presenza della neve.
Per questo, al tavolo della Provincia, operatori turistici, amministratori locali (per il Comune di Pietracamela era presente il vicesindaco Bellisario) e Siget (società che in questi anni ha curato la manutenzione degli impianti per conto della Sangritana) si sta ragionando su ipotesi alternative.
Intanto, la Provincia ha rassicurato i dipendenti della Siget in cassa integrazione circa la copertura degli ammortizzatori sociali fino al 31 dicembre, mentre resta aperto il fronte del finanziamento Fas e domani Mauro Bacchion si recherà in Regione per incontrare le strutture dirigenziali che si stanno occupando dei fondi per le aree sottoutilizzate e l’assessore regionale ai trasporti, Giandonato Morra.
Si tratta di capire quando potranno essere disponibili i finanziamenti Fas “vincolati” alla realizzazione della cabinovia, visto che al momento la Gran Sasso Teramano è “strangolata” dal mutuo (garantito dalla Provincia) e dai relativi interessi che sta pagando alla Doppelmayr.