CEMENTO

Palazzi ex Edison, sale la protesta: «il vecchio borgo diventerà un ghetto»

Polemica dei residenti: «a noi chi ci pensa?»

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Palazzi ex Edison, sale la protesta: «il vecchio borgo diventerà un ghetto»
PESCARA. Nonostante le ruspe siano ormai già al lavoro da un paio di settimane c’è chi non si arrende.

Come l’associazione Borgomarino Sud Onlus che ribadisce la propria netta e profonda contrarietà al progetto di riqualificazione dell’area ex Edison, che la società Pescaraporto ha avviato sul lungomare di Porta Nuova.

E’ prevista la realizzazione di hotel, uffici, negozi e parcheggi, per un intervento complessivo da oltre 20mila metri cubi di cemento.
«Anche se fino ad oggi siamo stati sistematicamente ignorati da tutti – afferma Giuseppe Carminelli, presidente dell’associazione – noi continuiamo a pensare che la costruzione di tre nuovi edifici alti ben sette piani, non integrata nel contesto degli spazi urbani circostanti, spingerà gli abitanti del vecchio Borgo marinaro di Pescara sud verso un lento e progressivo isolamento, ghettizzandoli di fatto tra le mura delle proprie case sempre più fatiscenti. Se i privati pensano di poter disporre a proprio piacimento del territorio cittadino senza coinvolgere chi quel territorio lo vive invece tutti i giorni – conclude Carminelli – sappiano che si sbagliano di grosso».
L’associazione assicura che continuerà a far sentire alta la propria voce.
«Se riqualificazione deve essere», continua Carminelli, «allora, che siano previste migliorie anche per questo quartiere storico della città. Chiediamo, pertanto, ufficialmente, la convocazione di un incontro pubblico con i vertici della società Pescaraporto, nonché con i rappresentanti dell’amministrazione comunale e delle associazioni di categoria, in modo da portare all’attenzione di tutti anche le sacrosante istanze delle centinaia di famiglie residenti nel Borgo Marino Sud le quali, storicamente, non sono mai state interessate da nessun progetto di riqualificazione, private ad esempio da sempre di qualsivoglia spazio sociale ed aggregativo, potendo contare esclusivamente sulla fruibilità di piazze e strade sporche e polverose dove manca di tutto, dalla cura del verde pubblico ad un minimo di arredo urbano degno di questo nome»