ARRESTATE LA VERITA'

Le accuse di Di Pangrazio contro le notizie di PrimaDaNoi.it

Il primo cittadino non gradisce le notizie mai pubblicate prima

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Giovanni Di Pangrazio

Giovanni Di Pangrazio

Di seguito pubblichiamo integralmente la nota inviata dall’ufficio stampa del sindaco Giovanni Di Pangrazio a PrimaDaNoi.it dopo la pubblicazione di due articoli che non sonostati graditi del primo cittadino.

AVEZZANO.    Correva l'anno 2008 quando, come da prassi in tutta Italia, alla Provincia di L'Aquila fu effettuata una verifica ispettiva sull'attività amministrativa-contabile degli organi di governo per gli anni 1999-2007.


Ora, mentre all'orizzonte si profila l'anno 2013, (14 anni dopo)  una bufala viene “spacciata” per un'inchiesta giornalistica che ha “regalato sorprese”. Le inchieste vere, stile Report, raccontano i fatti a 360°. Qui, comunque un'inchiesta esiste rispetto a questa vicenda ed è quella aperta dalla Procura di Avezzano, dove è stato presentato un esposto per individuare gli autori di volantinaggi anonimi dei mesi scorsi. Non entro nel merito della vicenda chiusa da anni, sulla quale gli organi di controllo dello Stato (Corte dei Conti, Prefettura di L’Aquila, Ministero degli Interni, Regione Abruzzo-Dipartimento Enti locali deputati alla verifica degli atti) non hanno formulato alcun rilievo agli amministratori. Quelle scelte hanno determinato un risparmio di oltre un milione di euro per le casse dell'ente e, come noto a tutto il mondo delle autonomie locali, regalato grandi successi alla Provincia dell'Aquila come modello nazionale di organizzazione e gestione tecnico-finanziaria. Ciò che mi preme evidenziare e chiedere a gran voce proprio oggi, a poche ore dal discutibile voto del Senato della Repubblica che prevede il carcere ai giornalisti per la diffamazione a mezzo stampa, è la necessità di un esercizio responsabile dei “mezzi di comunicazione”.
    Quegli articoli di parte rilanciati in loco da qualche disinformato, -che risponderà davanti alla Magistratura competente delle sue affermazioni radicalmente infondate- infatti, mortificano il sacrosanto diritto di cronaca, sancito dalla Costituzione, porgendo il fianco a chi ha forzato la mano in Senato indicando il carcere per i giornalisti. Spero che il Parlamento apporti correzioni. Ma veniamo al nocciolo della questione: a chi fa paura il nuovo sindaco della Città di Avezzano che ha risvegliato  il capoluogo della Marsica, proiettandolo al centro della vita politica in Abruzzo? Sappia o sappiano, comunque, che questo metodo da Paesi a libertà limitata, dove chi cerca di ridare voce e dignità ai cittadini, aprendo le porte del Comune a tutti, riceve attacchi ingiustificati, non troverà spazio. Questi sistemi appartengono al passato. Un passato che non ritorna. E' lapalissiano, anche per chi ignora i fatti amministrativi, che se in quella vicenda fossero emerse responsabilità, queste sarebbero state solo degli amministratori della Provincia. Ora la gente giudica dai fatti, vuole un diverso modo di fare politica, quello pulito e con persone serie e competenti che stiamo portando avanti ad Avezzano, dove sindaco e giunta, sicuramente tra pochissimi in Italia, operano a costo zero avendo rinunciato alle indennità di carica. Per non gravare sui cittadini, già tartassati dalle tasse statali e regionali, abbiamo tagliato anche le spese del Comune (un milione di euro), ridotto le auto blu, pianificato la revisione degli appalti, dei contratti, delle convenzioni e dei fitti passivi, il contenimento delle bollette per luce, riscaldamento, carburante e automobili di servizio. L'amministrazione comunale di Avezzano, a differenza di altri Enti, ha assunto un ruolo forte anche in difesa del lavoro, come ad esempio sulla Burgo, evitando, insieme ai sindaci della Marsica, l'annunciata chiusura; sulla Micron dove stiamo impegnando il Governo per salvaguardare il sito e i posti di lavoro; sui Vigili del Fuoco che saranno potenziati in tutto l'Abruzzo grazie al lavoro di squadra con i sindaci di L'Aquila e Sulmona; sul riordino delle Province insieme ai sindaci di Lanciano, Vasto e Sulmona ci stiamo battendo con forza affinché  la ripartizione dei servizi pubblici essenziali avvenga tenendo conto dei parametri del territorio e della popolazione. In questi pochi mesi di governo, le cronache parlano chiaro, la Città di Avezzano è tornata leader nella Marsica e sta conquistando sempre più spazio nel panorama politico regionale. Non è un caso se l'Anci Abruzzo ha promosso l'iniziativa targata Marsica, prima in Abruzzo, sull'attuazione di una legge dello Stato, spingendo in alto l'operazione messa in cantiere dal sindaco di Avezzano -neo Presidente regionale della Protezione civile  dell'Associazione- mirata ad aprire la strada alle funzioni in forma associata o in convenzione per salvare i Comuni minori, in forte difficoltà finanziaria, che potrebbe essere d'esempio per l'intera Regione. Forse è questo il problema?


Dott. Giovanni Di Pangrazio
Sindaco di Avezzano

DI PANGRAZIO HA PAURA DELLA CRONACA?
Di Pangrazio ci accusi di aver riportato il contenuto di un documento FALSO allora sì che avrà ragione in tutti i tribunali. Altrimenti il suo passo falso di oggi ha altre finalità.
PrimaDaNoi.it ha pubblicato stralci di un documento della ragioneria di Stato datato 2008 (data sempre specificata) a seguito di una ispezione in cui si muovono rilevi chiari e precisi.
Il documento è firmato da un dirigente del servizio ispettivo, non è un foglio anonimo, ed è stato ritenuto dal contenuto rilevante là dove si dice con chiarezza che sono state individuate delle «irregolarità» in capo ad una amministrazione pubblica che gestisce soldi pubblici.
Sul giornale non vengono scritte solo notizie di reato ma tutto quello che può rientrare nella vastissima categoria dell’interesse pubblico.
E’ stato dato spazio anche alle spiegazioni della Provincia (per quanto avremmo preferito leggere i documenti originali così come abbiamo fatto per il report dell’ispezione) senza censure come d’obbligo.
La notizia oggi è che su oltre 60 pagine del report che raccontava presunti sperperi di denaro pubblico è stata ristabilita «la verità» e ci domandiamo se l’estensore di quello scritto abbia allora ricevuto sanzioni, punizioni o sia stato allontanato dal suo lavoro per gli errori fatti. 

Ma i cittadini si domandano perchè queste notizie siano state pubblicate solo oggi da questo giornale e mai da nessun altro?

Infine il carcere evocato dal sindaco è per i delinquenti, ma quelli veri.
Il carcere è per chi viola la legge non per chi racconta verità scomode.
Quando i cosiddetti politici passano alle accuse, adombrano la malafede ed i complotti evidentemente non hanno altro da dire. A Di Pangrazio non resta che il potere di inoltrare la querela così da poter vedere concretizzarsi l’ipotesi della galera per i cronisti, tanto auspicata dai politici di tutta Italia. Lo ringrazieranno in molti.
Per il momento Di Pangrazio cerca di arrestare la verità e non fa che attaccare e intimidire in questo modo un giornale onesto: non è l’unico, non è il primo e non sarà l’ultimo.
a.b.