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Barriere architettoniche. Niente fondi per l’abbattimento se la casa è costruita dopo il 1989

La storia di Patrizio Di Profio, padre di un giovane disabile che ha ricevuto il diniego

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MANOPPELLO. C’è una legge del 1989 che prevede che le nuove costruzioni (abitazioni, uffici, luoghi pubblici) non abbiano barriere architettoniche e cioè siano pienamente fruibili per i disabili in carrozzella.


Ci sono poi i fondi regionali per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Questi finanziamenti a chi andranno? Sono andati per caso a proprietari di abitazioni costruite dopo il 1989 (che per legge non devono averle)?
E’ un bel mistero perché c’è qualcuno che se lo domanda e ritiene che una certa interpretazione restrittiva sia di recente introduzione mentre negli anni passati le cose sarebbero andate diversamente.
La denuncia arriva da Patrizio Di Profio, padre di un ragazzo di 27 anni che è sulla sedia a rotelle da quando ne aveva 19. Con la voce strozzata dice di combattere da anni contro la burocrazia sorda e talvolta incomprensibile delle istituzioni.
Di Profio racconta la sua storia con naturalezza e semplicità: nel 2008 ha fatto domanda per ottenere dalla Regione i fondi per lavori di abbattimento delle barriere architettoniche a casa sua. Tutto questo, spiega, per adattare la sua abitazione alla nuova condizione del figlio disabile.
Qui il primo intoppo: l’uomo non ha i requisiti richiesti per accedere al contributo, perché la sua casa è stata costruita nel 2003, dopo l’entrata in vigore della legge 13/89 che favorisce il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche.
«La norma, secondo il dirigente del Servizio di un’ Ente pubblico, quale la Regione Abruzzo», racconta l’uomo, «esclude la costruzione di case con barriere architettoniche, dall’ 11.08.1989, data di entrata in vigore della legge stessa».
Da questa interpretazione deriva che tutte le case costruite dopo la legge non devono, in teoria, presentare barriere architettoniche e quindi i soggetti che vogliano accedere ai fondi per l’abbattimento di dette barriere non hanno titolo per richiederlo. Secondo Di Profio, questa interpretazione «non è esatta e non è specificato in alcun passaggio della norma».


La legge 13/89 spiega che la progettazione dei nuovi edifici comunque preveda accorgimenti tecnici idonei all’installazione di meccanismi per l’accesso ai piani superiori, compresi i servoscala; idonei accessi alle parti comuni degli edifici e alle singole unità immobiliari; almeno un accesso in piano, rampe prive di gradini o idonei mezzi di sollevamento; l’installazione, nel caso di immobili con più di tre livelli fuori terra, di un ascensore per ogni scala principale raggiungibile mediante rampe prive di gradini.
La norma precisa altresì che presso il Ministero dei Lavori Pubblici è istituito il Fondo speciale per l’eliminazione e il superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati. Il fondo è annualmente ripartito tra le regioni richiedenti con decreto del Ministro dei lavori pubblici di concerto con i Ministri per gli affari sociali.
Le regioni ripartiscono le somme assegnate tra i comuni richiedenti per rimuovere barriere architettoniche.
Visto il mancato trasferimento dei fondi dal Ministero, quest’anno la Regione ha stanziato un primo finanziamento di 400.000 per richieste relative all’anno 2008 da destinare a chi ne faccia richiesta. Così si legge nella delibera di Giunta regionale 427 del 9 luglio scorso.
Le richieste sono subordinate al rispetto di un requisito, come specifica la nota di Direzione Lavori Pubblici, Ciclo Idrico Integrato, Difesa del Suolo e della Costa, inviata al Comune di Manoppello dal dirigente di Servizio Elio Iagnemma. C’è bisogno di un’autocertificazione in base alla quale i richiedenti dimostrino che le abitazioni oggetto lavori siano state costruite prima della legge del 1989.
Di Profio continua a chiedersi se i contributi erogati negli anni antecedenti al 2008 sono stati erogati anche sui fabbricati costruiti dopo l’11 agosto 1989, e se è possibile cambiare i criteri di anno in anno, se un disabile che costruisce oggi la propria abitazione e prevede l’abbattimento delle barriere architettoniche , ha diritto ad accedere ai contributi.
«Diffido la Regione», ha detto Di Profio, «per quanto di propria competenza a ripristinare prima del 30 novembre 2012 i criteri di accesso secondo le disposizioni normative in materia e a far sì che il sottoscritto possa presentare tutta la documentazione entro quella data».