ARRESTI E ROM

Cocaina dalla Spagna per Pescara, in manette 7 rom

Operazione ‘Persistenza’, ecco la nuova rotta del traffico

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Cocaina dalla Spagna per Pescara, in manette 7 rom

Il questore Passamonti e Muriana

PESCARA. Droga direttamente dalla Spagna per approvigionare la piazza Pescarese.

Al centro dell’attività di spaccio due donne della famiglia Spinelli, residenti una a Fontanelle e l’altra a Rancitelli. Questa mattina sono finite in manette, insieme ad altre 5 persone appartenenti ad altre famiglie rom del Lazio.
L’operazione ‘Persistenza’ è scattata alle prime luci di questa mattina ad opera degli agenti della Squadra Mobile della Questura di Pescara, in collaborazione con i colleghi di Roma e sotto il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato.
Secondo quanto emerso nel corso dell’indagine sarebbero coinvolte in un florido traffico di sostanze stupefacenti, destinate ad essere smerciate sulla piazza Pescarese.
Gli arresti chiesti dal pm Gennaro Varone sono stati firmati dal gip Maria Michela Di Fine.

GLI ARRESTATI
In manette sono finiti Elena Spinelli, detta “Carmusina”, 32 anni nata a Pescara, Antonietta Spinelli, 36 anni nata a Chieti e residente a Pescara, Andrejana Hrustic, detta Adriana, 21 anni, nata in Bosnia Erzegovina e residente a Cesano (Roma), tuttora ricercata. Sempre a Cesano risiedono Began Hrustic, detto “Mario”, 49 anni nato in Bosnia Erzegovina, Senja Omerovic, detta Sandra 50 anni nata in Bosnia Erzegovina, Hasib-Nenad Hrustic-Savic, detto “Antonio”, 27 anni nato a Zagabria e Alisa Hamidovic Alisa, 26 anni nata a Zagabria.

DENUNCIA PARTITA DA UN TOSSICODIPENDENTE PESCARESE
L’indagine condotta dalla locale Procura della Repubblica ha mosso i primi passi all’inizio dell’anno scorso e ha riguardato complessivamente 12 persone.
Tutto ha avuto origine dalla denuncia sporta da un tossicodipendente pescarese che ha raccontato di far uso abitudinario di cocaina da diversi anni e che, proprio per soddisfare il suo fabbisogno personale si riforniva da uno spacciatore con cui, negli ultimi mesi, aveva accumulato un consistente debito, derivante dall’acquisto della cocaina, che non riusciva ad estinguere.
Dopo molteplici intercettazioni telefoniche supportate da servizi di osservazione, pedinamento e controllo sono scattati gli arresti.

«DUE GRUPPI CRIMINALI»
La polizia ha così accertato l’esistenza di due distinti gruppi criminali, tanto che l’indagine è stata suddivisa in due “tronconi”. Il primo attiene al filone di partenza in cui è stato individuato il pescarese Roberto Martelli quale punto di riferimento dello smercio della droga nel rione ”Rancitelli” di Pescara; per questi fatti, lo scorso 20 marzo, sono già state arrestate cinque persone, tra cui lo stesso Martelli .
Il secondo filone investigativo, invece, attiene ad un gruppo malavitoso formato da componenti di famiglie rom stanziali di Pescara, i quali, secondo l’ipotesi accusatoria, si approvvigionavano di cocaina da un’altra famiglia di origine rom stanziale nella Regione Lazio; le odierne misure cautelari fanno riferimento a questa vicenda.

LE DONNE AL CENTRO DELLO SPACCIO
L’indagine ha evidenziato il ruolo di spicco svolto da Elena e Antonietta Spinelli nell’attività di smercio di cocaina sulla piazza pescarese, a conferma di una prassi consolidata tra le famiglie rom, in base alla quale le attività concrete di spaccio vengono svolte dalle donne e dai figli minori, mentre i capifamiglia si rendono disponibili solo per i contatti con i fornitori.
Le due donne, a loro volta, che non per caso risiedono in due dei quartieri di Pescara a più alta densità di spaccio (Rancitelli e Fontanelle), si approvvigionavano di droga tramite i componenti della famiglia Hrustic, i quali avevano da tempo allacciato un canale di rifornimento con la Spagna, esattamente nella città di Barcellona.

IL PANETTIERE ‘CORRIERE’
Nel corso delle indagini, infatti, è stato arrestato anche un corriere, Virgilio Tidu, classe 1965, un insospettabile panettiere di Manziana (Roma), fermato a bordo di un’auto alla frontiera di Ventimiglia proveniente dalla città di Barcellona. In quell’occasione sono stati sequestrati due involucri abilmente celati nella parte posteriore dell’autovettura, in una nicchia appositamente predisposta vicino gli ammortizzatori. Peraltro, interrogato in occasione del suo arresto, il panettiere ha confessato di aver fatto altri undici viaggi per conto di Hrustic, tutti con le stesse modalità, percependo ogni volta un compenso di 3.000 euro.