BOTTA E RISPOSTA

Concorsone, Formez: «basta polemiche, si turbano i candidati»

L’istituto: «accusati per la troppa trasparenza»

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Marco Villani

Marco Villani

L’AQUILA. Un concorso «svolto in termini di stretta legalità e trasparenza» grazie a sistemi che hanno introdotto  «rilevanti novità nel settore del reclutamento del personale pubblico».
Dopo giorni di polemiche e alla vigilia delle prove selettive, il direttore generale del Formez Marco Villani, allontana i sospetti e le accuse definendo quanto circolato in questi giorni «informazioni parziali e confuse» opera «di alcuni che perseguono soltanto interessi particolari».
Mentre la procura indaga sulla fuga di notizie e alcuni candidati ‘eccellenti’ annunciano il proprio ritiro, il Formez chiede di spegnere le polemiche e annuncia che «d’ora in avanti, per non turbare la preparazione dei candidati», si concentrerà esclusivamente sulle risposte da dare ai partecipanti attraverso i canali appositi e «proseguirà i propri sforzi per l’esatta realizzazione delle seguenti fasi del concorso».

Villani spiega che durante il concorso si fa «massiccio ricorso» alle nuove tecnologie che favoriscono «un drastico abbattimento dei tempi e dei costi (anche dell’80%)» ma anche «la totale trasparenza delle procedure, tanto da rendere visibili ai candidati tutte le fasi sensibili del  procedimento».

Quanto alla questione delle banche dati dei quesiti «da anni utilizziamo una banca dati di test attitudinali, curandone l’aggiornamento e la revisione (un patrimonio che nel tempo ha espresso circa 50.000 test di tutte le tipologie) insieme alle relative istruzioni e ad un ridotto numero di test di autovalutazione on-line».
Da questa banca dati generale, va avanti Villani, di volta in volta, vengono estratte aggiornate e pubblicate le banche dati relative a singoli concorsi, le cui griglie di correzione sono messe in rete in un secondo momento rispetto alla pubblicazione, «per scoraggiare processi di puro apprendimento mnemonico che non favoriscono la preparazione dei candidati».
La procedura prevede la stampa per il giorno della prova di una versione diversa della stessa banca dati, cioè con quesiti e risposte “rimescolati” rispetto all’ordine di pubblicazione.
La pubblicazione delle “griglie”, secondo il Formez, «offre ai candidati sia la garanzia della ufficialità delle risposte esatte, sia la possibilità di verificare la eventuale e “fisiologica” presenza  di refusi o inesattezze che comunque è possibile fino all’ultimo istante segnalare alla Commissione che li esclude dall’estrazione il giorno della prova».
  «L’accusa fatta al Formez», continua Villani,  è sostanzialmente di troppa trasparenza e gratuità, poiché tutti possono accedere liberamente sia alla suddetta banca dati generale sia alle singole banche dati relative ai vari procedimenti».

IL LIBRONE NON È STATO ANCORA STAMPATO
L’istituto ricorda anche che la Commissione giudicatrice in questo caso, come per ogni concorso, sarà designata dal Presidente del Consiglio dei Ministri e il Formez «esercita funzioni di assistenza e consulenza tecnico-scientifiche, essendo gli elaborati dei candidati, sia per le prove preselettive sia per quelle selettive scritte, acquisiti e valutati meccanicamente tramite lettore ottico per l’attribuzione dei punteggi».
Ma Villani ha commentato anche le domande mostrate nei giorni scorsi in conferenza stampa dall’assessore Giuliante: «altro non erano che una serie di fogli, inopportunamente stampati dalla rete, che nulla hanno a che vedere con il volume rilegato e cellophanato di cui verranno dotati i candidati all’atto dell’inizio della prova d’esame. Tale volume non è stato ad oggi ancora stampato».

LE DOMANDE SUL TERREMOTO
Per quanto riguarda infine le domande sul terremoto, «esse non sono state certo formulate, come si sarebbe insinuato da parte di qualcuno, per dare un aiuto ai precari dell’Aquila, (per i quali è comunque prevista una riserva del 50% dei posti) bensì per verificare le competenze specifiche dei candidati in materia, trattandosi di procedura selettiva per «fronteggiare la ricostruzione conseguente agli eventi sismici».