BACO MORTALE

Punteruolo rosso, a Pescara saranno abbattute 40 palme

Trattamenti anche per tigli, lecci e platani

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palme punteruolo rosso
PESCARA. Circa 40 palme irrimediabilmente colpite dal punteruolo rosso saranno abbattute nelle prossime ore.

Proprio nei giorni scorsi la consigliera comunale Paola Marchegiani (Pd) aveva protocollato una interrogazione per chiedere lumi sul mancato trattamento fitosanitario alle piante della riviera e oggi si scopre che in realtà era già in programma un programma di rimozione di quelle malate. In molte zone d'Italia tuttavia i trattamenti sulle palme hanno avuto buon esito su una buona percentuale di esemplari mentre in Abruzzo (Pescara compresa) non si sono registrati risultati soddisfacenti quasi da nessuna parte con il risultato di uno sterminio senza precedenti che ha cambiato il volto di molti scorci cittadini.
Lo ha annunciato l’assessore al Verde Gianni Santilli che ha seguito la preparazione del cantiere sulla riviera nord e sud e spiega: «per quanto riguarda le palme, terminata l’estate e, prima dell’inverno, abbiamo assistito al collasso di un altro lotto, circa 40, uccise dal punteruolo rosso. Purtroppo si conferma quanto l’Arssa ha certificato già nel 2010, ovvero che Pescara è ormai divenuta zona endemica per il punteruolo, ossia sito di insediamento, dunque non è possibile né pensabile liberarci dall’insetto, ma possiamo senza dubbio contenerne e arginarne gli effetti rimuovendo tempestivamente le piante ormai morte, ciascuna delle quali contiene al proprio interno circa 2.500 larve, e utilizzando prodotti specifici su quelle che ancora non sono state colpite per frenare la sua azione».
Il protocollo d’intervento prevede la somministrazione aerea ed endoterapica di prodotti fitosanitari, ma ovviamente dovremo necessariamente seguire anche l’andamento climatico. Se dovessero persistere condizioni climatiche di caldo, «partiremo con il primo trattamento», spiega Santilli, «se le temperature dovessero invece abbassarsi, una condizione che automaticamente uccide le larve, aspetteremo direttamente la primavera. Ma il nostro patrimonio arboreo non è composto solo da palme, ma anche da tigli, lecci e platani, che ugualmente dovranno subire un trattamento fitosanitario. Complessivamente sono previsti 170 giorni di lavoro per un investimento pari a 100mila euro».