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Incarichi a Di Pangrazio, la Provincia de L’Aquila: «si risparmiò oltre 1 mln di euro»

«Questioni superate e risolte»

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Giovanni Di Pangrazio

Giovanni Di Pangrazio

L’AQUILA. Nessun procedimento penale in corso parallelo alla verifica dell’ispettorato generale della Ragioneria generale dello Stato.

La questione è stata chiusa e risolta a luglio del 2009. Lo rivela a PrimaDaNoi.it il direttore del settore risorse umane Paola Contestabile che spiega che dopo le contestazioni di carattere gestionale mosse all’ente provinciale (per il periodo 1999-2007), di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi, venne aperto un contraddittorio tra il Ministero dell’Economia e l’amministrazione provinciale.
Quest’ultima ha presentato le proprie controdeduzioni, ovvero una serie di «chiarimenti dettagliati tesi a dimostrare in modo incontrovertibile la legittimità dell’operato della Provincia».
L’ispettorato generale segnalava un danno erariale per le casse pubbliche di oltre 600 mila euro, solo per la nomina del direttore generale Giovanni Di Pangrazio, più una serie di «anomalie» che avrebbero pesato sulle casse pubbliche. Ma la questione, dicono con soddisfazione dalla Provincia, si è chiusa con un nulla di fatto ed è stato certificato che tutto è stato fatto secondo le regole.
A L’Aquila è arrivata anche una nota dell’Ispettorato generale «dalla quale emerge chiaramente», spiega il direttore Contestabile , «che gran parte dei rilievi mossi alla Provincia sono risultati privi di fondamento», compresi quelli sui compensi erogati all’allora direttore generale Di Pangrazio. Questioni dunque che «possono considerarsi superate».
I chiarimenti forniti dalla Provincia alla Ragioneria di Stato, spiega ancora Contestabile, «sono stati ritenuti fondati e suffragati anche dal parere del Ministro dell’interno» in quanto «è stato riconosciuta la natura privatistica del rapporto di lavoro del direttore generale».
«Si ritiene che in assenza di una specifica previsione contenuta nell’articolo 108 del Tuel nulla osti alla libera definizione di detto compenso», scrive il direttore centrale per le autonomie del dipartimento per gli Affari interni e territoriali. «Il contratto stipulato tra amministrazione e Di Pangrazio aveva natura prettamente privatistica», sottolinea ancora il direttore del settore risorse umane della Provincia Contestabile, «e peraltro, a quanto ci risulta, i compensi pattuiti sono inferiori a contratti similari stipulati da altri enti della Regione Abruzzo».
Il direttore spiega che la Provincia è riuscita a dimostrare come il pagamento per incarichi ad interim attribuiti al direttore generale favorì «un notevole risparmio di spesa» per la Provincia Aquilana «superiore al milione di euro, rispetto alla scelta alternativa di affidare ad altri soggetti gli stessi incarichi dirigenziali».
Il sindaco Di Pangrazio si è detto disposto a inviare ulteriori dettagli e documenti