ARRESTI

ABRUZZO. False fideiussioni, 9 persone in manette, truffa per milioni di euro

Tra le vittime ministeri, regioni, tribunali, l’Agenzia delle Entrate, l’Agenzia del Demani

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PESCARA. Una associazione a delinquere radicata su tutto il territorio nazionale che dietro la parvenza di istituti di credito o enti equipollenti, concedeva false fidejussioni per garantire capitali di centinaia di milioni di euro.

Il Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni “Abruzzo” di Pescara, in collaborazione col Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Pescara, ha disarticolato una presunta associazione a delinquere operante in tutto il territorio nazionale che, dietro la finta parvenza di noti istituti di credito o enti equipollenti, concedeva false fidejussioni per garantire capitali di centinaia di milioni di euro.
Nella giornata di ieri le due Forze di Polizia hanno eseguito le ordinanze emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Pescara contestando il reato  di associazione per delinquere. In tutto, 9 misure cautelari: 3 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 3 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, misure eseguite ieri con la Guardia di Finanza di Pescara e con la collaborazione dei collaterali Compartimenti Polizia Postale di Lazio, Liguria, Emilia Romagna e Lombardia.
Sotto sequestro anche 4 autovetture ed una moto acquistate con i proventi delle truffe ed i saldi di conto corrente riconducibili alle persone fisiche sottoposte alle indagini.
I provvedimenti giungono al termine di una indagine delegata nell’ambito di un procedimento penale instaurato, nel 2011, presso la Procura della Repubblica di Pescara.

LA DENUNCIA E SCATTA L’INDAGINE
L’attività è scaturita dalla denuncia presentata dal Presidente della Confidi Mutualcredito di Pescara presso la Polizia Postale in relazione all’attività fraudolenta posta in essere da ignoti che emettevano false polizze in nome della società da questi rappresentata
Il successivo sviluppo investigativo ha evidenziato che le polizze false erano oltre 150 per complessivi valori nominali che superavano i 2 milioni di euro in danno, oltre che della Confidi Mutualcredito, anche di primari Istituti bancari.
Avviate immediatamente le indagini, è emerso subito la figura di un broker abruzzese che aveva proposto ai clienti (vittime delle frodi) le false fideiussioni, il quale, ascoltato dalla Guardia di Finanza di Pescara, messo davanti ai fatti, ha dichiarato di essere stato a sua volta raggirato da una persona di Roma, spacciatasi per emissario della Confidi di Pescara.
Le indagini che hanno portato al sequestro del sito il sito internet www.confidimutualcredito.it e le caselle email ad esso collegate, come ad esempio info@confidimutualcredito.it, hanno svelato che queste erano state create ad arte per truffare le vittime, erroneamente convinte di interagire col vero istituto di credito.

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E’ stato poi scoperto un vero e proprio sistema di strumenti informatici consistente in falsi siti web e falsi indirizzi email apparentemente riconducibili ai veri istituti, fax online, numeri verdi online, conti paypal usati per pagare on line fax e numeri verdi, creato dal sodalizio che serviva per ingannare e reindirizzare automaticamente tutte le comunicazioni delle vittime, convinte di interloquire con i veri istituti di credito
Un’approfondita analisi, incentrata in particolare sull’incrocio del traffico di centinaia di migliaia di contatti telefonici e telematici compiuti dalla Polizia Postale collegata alla ricostruzione degli ingenti flussi finanziari e contabili analizzati dalla Guardia di Finanza, ha consentito di identificare e delineare il sodalizio criminale composto da un gruppo di comando, che organizzava e gestiva le attività, un gruppo di brokers, che procurava i clienti/vittime, ed i cassieri, due fratelli, che attivavano e gestivano i conti correnti sui quali poi venivano dirottati gli introiti delle frodi.
Nel frattempo, vista la vastità del fenomeno, le indagini si sono incrociate con quelle avviate da altre Procure del territorio nazionale, come quella di Roma, Rieti e Torino, tanto da richiedere delle riunioni di coordinamento tenutesi la prima a Roma e poi a Pescara.

LE VITTIME
Tra le vittime della consorteria criminale figurano non solo i contraenti, società private o liberi professionisti, ma anche i beneficiari, tra i quali spiccano vari enti e istituti pubblici come diversi ministeri, regioni, tribunali, l’Agenzia delle Entrate, l’Agenzia del Demanio e l’Agenzia delle Dogane di varie province etc.
Inoltre, nelle ultimissime fasi dell’indagine è stato accertato che il gruppo criminale aveva venduto almeno quattro ulteriori false fidejussioni a squadre di calcio (Lega Pro) che dovevano servire per l’iscrizione all’attuale campionato.
L’operazione, eseguita dall’alba di ieri nel Lazio, in Liguria, in Emilia Romagna e in Lombardia, ha visto l’impiego di circa ottanta uomini della Guardia di Finanza e della Polizia Postale che hanno effettuato perquisizioni presso abitazioni e società finanziarie sequestrando autovetture, conti correnti ed altro materiale ritenuto di pertinenza dell’indagine.

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