Porto Vasto, piano regolatore approvato e compatibilità ambientale “condizionata”

Il Comune ora aspetta i fondi Fas

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Porto Vasto, piano regolatore approvato e compatibilità ambientale “condizionata”

Porto di Vasto

VASTO. Il Comune di Vasto esulta. Ieri, nell’aula consiliare di Palazzo di Città, alla presenza delle autorità marittime è stato firmato il decreto di adozione del nuovo piano regolatore del porto di Vasto.

Il tenente di vascello, Giuliano D’Urso ha apposto la firma sul documento, alla presenza del sindaco, Luciano Lapenna, del presidente del Consiglio, Giuseppe Forte, di consiglieri regionali e operatori del bacino portuale di Punta Penna. Presente anche il professor Noli, progettista con esperienza in ambito marittimo.
Il sindaco ha ringraziato l’assise civica, la Regione Abruzzo, il Consorzio Industriale e le autorità marittime che si sono adoperate per l’adozione dello strumento portuale.
La prossima fase prevede lo stanziamento dei fondi Fas previsti per rendere concreto il piano regolatore.
Per poter usufruire dei finanziamenti, infatti, bisognerà dimostrare che le infrastrutture siano cantierabili. Quanto alla tipologia degli interventi, l’amministrazione ha detto che riguarderanno la messa in sicurezza e l’ampliamento delle banchine, il miglioramento della viabilità interna e la sistemazione di tutti i servizi.
Nei prossimi giorni il documento sarà sottoposto all’esame tecnico da parte del Consiglio Superiore dei lavori pubblici. Poi, dopo l’approvazione definitiva da parte della Regione Abruzzo, si passerà alla fase dei finanziamenti.
Ma l’iter che ha portato alla firma del piano regolatore non è stato immune da osservazioni come emerge da una determina della direzione Trasporti, Infrastrutture, Mobilità e Logistica della Regione Abruzzo che ha autorizzato la compatibilità ambientale del piano a patto che rispetti determinate condizioni.

VALUTAZIONE AMBIENTALE
Con determinazione numero 17 dell’8 maggio 2012 la direzione Trasporti Infrastrutture Mobilità e Logistica ha espresso parere favorevole sulla compatibilità ambientale del piano regolatore portuale del porto di Punta Penna a Vasto a condizione che: siano prese misure di mitigazioni dei progetti inseriti nel piano, a seguito dell’attività valutativa; che la Rete Natura 2000 ed il sistema della aree protetta azionali e regionali, se interessati dai progetti, siano tutelati tramite l’applicazione delle direttive comunitarie “Habitat e Uccelli” e del decreto del Ministero dell’Ambiente della Tutela, del Territorio e del Mare; che gli interventi di escavazione e approfondimenti previsti per i fondali dei bacini portuali siano sottoposti a valutazione di dettaglio, e che gli interventi di dragaggio siano realizzati tenendo conto di periodi di balneazione.
Questi condizionamenti, si desume dal documento, nascono da una serie di osservazioni presentate sul piano regolatore. Una nota dell’Arta, del 15 marzo 2011 osserva infatti una carenza di dati e studi nel piano, relativi alla dinamica costiera e manifesta la necessità di valutare un’ulteriore zona di protezione a tutela dei Sic (siti di interesse comunitari), così come la valutazione di impatti ambientali.
Anche l’Arci Nuova Associazione, si legge, ha sottolineato la mancanza di considerazioni approfondite nella sintesi non tecnica, ha segnalato la presenza di popolamenti bentonici e di Cymodocea nelle scogliere sottomarine e la necessità quindi di uno studio approfondito.
Infine l’associazione Civica Porta Nuova ha segnalato il contrasto del piano con gli strumenti urbanistici vigenti, con la programmazione nazionale (Parco della Costa teatina) con lo studio di fattibilità. L’associazione ha evidenziato anche l’impatto ambientale relativo al traffico veicolare, la presenza di impatti sulla costa Sud e gli impatti relativi a vincoli archeologici.
Dopo diverse riunioni avvenute presso la Direzione Trasporti Infrastrutture Mobilità Logistica alla presenza dei rappresentanti della Regione Abruzzo e dei rappresentanti del consorzio area sviluppo industriale vastese, la direzione regionale ha ritenuto «che la proposta di rapporto ambientale sia nel suo complesso correttamente impostata…e che c’è regolarità tecnico amministrativa nella procedura seguita».
m.b.