IL CASO

Antenne San Silvestro, alla ricerca della sanatoria (quasi) impossibile

Mercoledì sopralluogo della commissione Sanità

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Antenne San Silvestro, alla ricerca della sanatoria (quasi) impossibile
PESCARA. Quella delle antenne di San Silvestro rischia di finire ai vertici della classifica delle storie di “ordinaria abruzzesità”.

Da anni ormai sono in atto scontri e “poteri forti” che solo nell’ultimo periodo stanno emergendo, ovvero da quando oltre la magistratura anche il Comune di Pescara, dopo anni di inerzia e distrazione, ha emanato determine dirigenziali che hanno decretato lo spegnimento delle antenne e dei ripetitori che ancora oggi trasmettono dal colle.
La situazione è semplice: quelle antenne dovevano smettere di diffondere onde ed elettrosmog (al di sopra dei limiti di legge per diversi periodi) dal momento dello switch off e questo perché nel Piano nazionale delle frequenze San Silvestro non è stato contemplato. Alla semplicità si accostano le spiegazioni delle emittenti che tuttavia non sono riusciti a produrre una autorizzazione che li potesse legittimare a rimanere, tanto che il Comune le ha spente “normativamente”. Cioè bisognerà aspettare gli eventuali ricorsi e l’applicazione del divieto perché effettivamente siano spente.
Le tv locali, le radio e le emittenti nazionali non si arrendono (nonostante il termine ultimo sia quello del 30 novembre) e fanno pressing sulla politica affinchè San Silvestro sia di nuovo ricompreso nel piano nazionale delle frequenze (ammettendo così implicitamente di essere “fuori legge”) anche perché i livelli di emissioni si sarebbero ridotti.
Editori grandi e piccoli hanno fatto presente di non avere i soldi sufficienti per pagare lo spostamento delle antenne, un costo che si aggirerebbe sui 5 milioni di euro.  Ora i soldi sono un problema ma la mancanza di salubrità dovrebbe esserlo ancora di più. Anche per questo domani i componenti della commissione sanità della Regione Abruzzo saranno a San Silvestro invitati dal comitato che da decenni si oppone all’inquinamento elettromagnetico.
«Noi diciamo ancora una volta ai signori editori», dicono dal comitato anti antenne, «che sono da anni abusivi e per fortuna oggi non siamo più soli a sostenere questa tesi».
Infatti anche l’avvocato Montanino nelle memorie difensive depositate al Tar in difesa del Comune di Pescara contro il ricorso Rai e Rai Way scrive cose chiare.
«L’impianto Tv digitale Rai/Rai Way alla data del mese di maggio 2004», si legge nella memoria del Comune, «non era legittimamente in funzione visto che: detto sito non risulta contemplato dai PNAF vigenti; non si fa menzione di Autorizzazioni degli impianti e né vi è traccia negli archivi Comunali, almeno a partire dall’anno 2005; dagli accertamenti effettuati dall’ARTA è costantemente emerso il superamento dei limiti di Legge».
«In realtà il caparbio attaccamento al sito in questione da parte della Rai/Rai Way trova una adeguata spiegazione nel fatto che quegli impianti», scrive ancora l’avvocato Montanino, «servono effettivamente un bacino di utenza ben più ampio di quello dichiarato a termini di legge e di contratto (la Provincia di Pescara): un semplice accesso al sito internet di Rai Way consente infatti di verificare che il sito di Pescara San Silvestro viene indicato dalla emittente pubblica per ogni località della costa Abruzzese, ivi compreso quelle della Provincia di Teramo (Giulianova ecc), della Provincia di Chieti (Vasto ecc)».
I ricorsi sono ancora pendenti e si vedrà chi la spunterà, sta di fatto che ancora una volta a fronte di irregolarità accertate non si riesce a trovare una soluzione immediata nonostante i numerosi finanziamenti pubblici alle emittenti nazionali e locali, nonostante l’obbligo in capo ai privati di porre rimedio ad una irregolarità che da troppo tempo si trascina.