IL PROCESSO

Omicidio piccolo Jason: in aula il padre naturale: «non era mio figlio»

Alla sbarra l’abruzzese Reginella e suo marito

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Omicidio piccolo Jason: in aula il padre naturale: «non era mio figlio»
MACERATA. E’ stata la giornata di Giuseppe Murrone, il giovane che Katia Reginella ha indicato come il padre naturale del piccolo Jason.

Ieri ha parlato lui al processo in corte d'Assise a Macerata per l'omicidio del bimbo di Folignano (Ascoli Piceno) scomparso nel nulla nel giugno 2011: un delitto (con occultamento di cadavere) che vede imputati la giovane abruzzese Reginella e suo marito Denny Pruscino, padre adottivo del bambino.
Murrone è stato accompagnato in aula dai carabinieri, non essendosi presentato a testimoniare nelle precedenti udienze. Ha detto di aver conosciuto Katia due anni fa, a bordo di un pullman di linea che collega Ascoli a Maltignano. All'epoca il giovane aveva 18 anni. Scesa dall'autocorriera, Katia accompagnò Murrone a casa, a piedi, e si fermò a guardare la tv in camera da letto. I rapporti sessuali fra i due sarebbero cominciati una settimana dopo, e secondo Murrone sarebbero sempre stati protetti. Lui interruppe la relazione dopo aver appreso che Katia conviveva già con Pruscino.
«Dopo un po' di tempo - ha spiegato Murrone - la Reginella mi telefonò dicendomi che aspettava un bambino ed era convinta che fosse mio. Le risposi che era impossibile, visto che avevamo avuto rapporti protetti. Da allora non mi ha più cercato».
Ai carabinieri di Ascoli Piceno però il giovane aveva riferito anche di rapporti non protetti, e la circostanza gli è stata contestata in aula: Murrone ha ribadito di non poter essere il padre di Jason («il mio sangue è del gruppo 0 negativo»), aggiungendo che Reginella gli telefonò «nel maggio del 2011 dicendomi che aveva avuto il bambino, ma tutto finì lì: una sua successiva telefonata venne intercettata dalla mia fidanzata, Valentina, che le rispose per le rime».

GLI ALTRI TESTIMONI
 Successivamente, i giudici hanno ascoltato il medico dell'ospedale di Maltignano Genesoro Gasparroni, il quale ha confermato di aver visitato Jason il 15 giugno del 2011 a seguito di un rigurgito, ma di averlo trovato in buone condizioni. Un vicino di casa dei Pruscino, Ermanno D'Isabella, ha raccontato di aver sentito qualche volta la coppia litigare con porte sbattute e sedie che cadevano a terra: la notte tra il 2 e il 10 luglio 2011, erano le 2 circa, sentì dei colpi di martello provenire dall'abitazione della coppia.
 Lo stesso vicino ha aggiunto aver notato Murrone che andava a trovare Katia in alcune occasioni. Secondo un altro vicino, Vito Martinucci, il 7 luglio 2011 i coniugi Pruscino trascinarono fino al cassonetto dei rifiuti un divano che però mancava di un cuscino. Un'amica di Katia Reginella, Tiziana Novelli, ha sostenuto di aver visto il piccolo Jason due volte, la prima all'epoca del matrimonio di Denny e Katia, la seconda in occasione della 'Sagra della tagliata' che si tiene a luglio, quindi dopo la scomparsa del bimbo. Il pm ha precisato che forse si trattava della festa di San Vito, che si celebra a giugno. E' stata poi la volta del pediatra Raffaele Savini, che visitò due volte Jason, il 27 maggio e il 10 giugno 2011, trovandolo, così ha sostenuto, in ottime condizioni: era cresciuto di 600 grammi in 13 giorni. La prossima udienza del processo è stata fissata per il 19 novembre.