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Sparatoria nel Teramano, ucciso un uomo

Segnalata un’auto sospetta che non si ferma all’alt

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polizia notte
TERAMO. Una telefonata che segnala un’auto sospetta con quattro persone a bordo.

La paura dei furti nella zona è sempre più alta. Una volante della questura di Teramo si trova a Castelnuovo ed intercetta un’auto molto simile a quella della segnalazione che non si ferma all’alt dei poliziotti e fugge.
Ne inizia un inseguimento lungo che finisce in una via senza uscita: vistisi persi i fuggitivi scendono dalla macchina ed uno di loro sembra stesse per sparare quando è stato raggiunto da un colpo di pistola esploso da uno dei poliziotti.
Si parla di uno scontro a fuoco ma non è ancora chiaro quanti siano i colpi esplosi. Alla fine resta a terra un solo uomo, un rumeno deceduto poco dopo all’ospedale, di circa 30 anni mentre almeno altri tre complici sono fuggiti e sono ancora ricercati.
Il tutto è avvenuto ieri sera dopo le 20.30 intorno alle campagne di Castelnuovo Vomano a pochi chilometri da Teramo.
L’uomo deceduto all’ospedale Mazzini di Teramo non aveva documenti, ma da una prima testimonianza raccolta al pronto soccorso, sarebbe molto giovane, tra i 25 e i 30 anni.
La dinamica dello scontro a fuoco non è ancora chiara, i suoi contorni saranno meglio delineati oggi dalla questura di Teramo e per ora sembra che ad inseguire l’auto dei malviventi sia stata una sola pattuglia con due poliziotti.
Il sostituto procuratore Irene Scordamaglia coordina le indagini, mentre una vera e propria caccia all'uomo si è scatenata nelle campagne di Castelnuovo alla ricerca di tre complici della vittima.
L'allarme furti era scattato verso le 20, con una segnalazione pervenuta alla sala operativa della questura di Teramo, che indicava la presenza di una Mercedes sospetta con a bordo quattro persone. Proprio quella intercettata dai poliziotti coincideva con la descrizione fornita: la banda si è subito data alla fuga e l'inseguimento si è concluso tragicamente. La macchina era stata rubata a Macerata. Non si segnalano feriti tra i poliziotti delle due volanti intervenute sul posto e coinvolte nel conflitto a fuoco.

LA QUESTURA:«CERCAVAMO QUELL’AUTO DA GIORNI»
La polizia ricercava attivamente da giorni la  Mercedes CLS 320 CDI  che era stata rubata il primo novembre a Macerata. Sono settimane invece che le forze di polizia effettuano controlli approfonditi sul territorio per arginare il fenomeno dei furti in appartamento. Nell’ambito di uno di questi controlli l’auto è stata intercettata sulla statale 150  verso Teramo.
Secondo la ricostruzione della questura io 4 malviventi arrivati nella strada chiusa sono scesi frettolosamente e si sono dati alla fuga.
Uno solo di loro ha però puntato una pistola contro i poliziotti.

ESPLOSI 4 COLPI
E’ stato a questo punto che il capo pattuglia ha esploso quattro colpi di pistola contro i malviventi colpendo uno di essi all’altezza del torace. L’uomo è stato poi trasportato in ospedale dove è morto.
E’ stato successivamente identificato come un albanese di 24 anni, pluripregiudicato ed oggetto di cattura per esecuzione ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica, ufficio esecuzioni penali di Firenze, l’11.07.2012, per reati in materia di stupefacenti.
La sua pistola, priva di caricatore, calibro 9 marca “Star”, fabbricazione spagnola, è stata rinvenuta nei pressi del luogo dell’evento, probabilmente persa dal possessore durante la fuga.
Nella Mercedes sono stati poi trovati numerosi arnesi atti allo scasso, portafogli, borse, un PC portatile e vario materiale probabile provento di furto al momento al vaglio degli investigatori, Squadra Mobile e Nucleo Investigativo dei Carabinieri, guidati dal Sostituto Procuratore di turno Scordamaglia.

IL SINDACO: «POTEVA CAPITARE OVUNQUE»
«I fatti tragici che hanno investito la nostra comunità creano sconcerto nel nostro territorio e ci fanno riflettere», commenta il sindaco Vincenzo Di Marco. «E’ la prima volta che accade un evento di questo tipo nel nostro comune. E’ accaduto a Castelnuovo Vomano per casualità». Il sindaco ringrazia i due poliziotti «che con grande senso del dovere e di appartenenza allo stato hanno dimostrato che la legalità c’è».
Ma Di Marco rivolge un pensiero anche alla vittima: «è una vita umana che è finita, che di per sé è sempre un fatto tragico e di come queste cose possono essere evitate. Io penso che   oggi più che mai le istituzioni competenti devono pensare a meccanismi di pene molto più esemplari e severe, che scoraggino il compimento di azioni violente di microcriminalità  di furti e invasioni di proprietà private, che tanto preoccupano la popolazione che si sente minacciata e non sicura in casa propria.  Certezza e inasprimento della pena, unitamente ad una presenza continua di forze dell’ordine sul territorio, credo che possano scoraggiare questi fenomeni». Il primo cittadino fa sapere che invierà una missiva al Prefetto nella quale chiederà «di mantenere sempre alto il livello di controllo del territorio e, di aumentare la presenza, essendo il nostro comune un crocevia di attraversamento delle principali arterie viarie della provincia».