Sequestri alla New Trade, paure e perplessità per gli ex operai Golden Lady

Rifondazione chiede intervento regione

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Sequestri alla New Trade, paure e perplessità per gli ex operai Golden Lady
GISSI. Il Corpo Forestale ha eseguito nei giorni scorsi l'ordinanza emessa dalla Procura di Vasto.

Sono così scattati i sigilli e il sequestro preventivo di alcuni materiali della New Trade, l’azienda di Prato che si occupa del ricondizionamento di abiti usati presso il vecchio quartier generale della Golden Lady, a Gissi. Secondo indiscrezioni gli inquirenti avrebbero accertato carenze nell’iter autorizzativo. Preoccupazione tra i 40 dipendenti, ex lavoratori Golden Lady che a fine estate dovrebbero essere assorbiti proprio dalla New Trade di Prato.
Rifondazione Comunista chiede chiarimenti su quali siano le carenze e le responsabilità.
«In questi giorni alcuni operai sono stati licenziati in tronco senza nessun preavviso», denuncia il consigliere comunale Adriano Zambi. «Di fronte a tutto questo si assiste ad un grave immobilismo dei sindacati che anno partecipato alla trattativa».
Zambi chiede al Comune di Gissi a far sentire la propria. «Pare che la Regione», spiega il consigliere regionale Maurizio Acerbo, «non possa ancora dare i contributi previsti alla New Trade perché l’impresa non ha versato l’indispensabile fideiussione. Eppure ci sono già licenziamenti mentre è ancora in corso il periodo di prova».
La preoccupazione per tale incerta situazione è palese tra i lavoratori: «usciti dalle incertezze dovute ad una meschina delocalizzazione ad opera della Golden Lady, alla crisi economica che continua a pesare drammaticamente sulle spalle dei cittadini», continua Acerbo, «si aggiunge l’incomprensione di licenziamenti ai quali non viene data spiegazione. Molte e molti di questi lavoratori e lavoratrici hanno bisogno almeno di una certezza: che il diritto al lavoro, così faticosamente difeso, non sia messo in discussione né da qualsiasi tipo di prevaricazione, né da negligenze di ogni tipo. Stiamo parlando del presente e del futuro di decine di famiglie e non è possibile avere atteggiamenti di sufficienza o irrispettosi nei loro confronti».