Pescara città dello Sport, la relazione del centrosinistra finisce in procura

Foschi e Sospiri: «una buffonata»

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Albore Mascia

PESCARA. «Le preveggenze» e «le contraddizioni» del Comitato per l’attribuzione del titolo Città Europea 2012 finiscono alla Procura e alla Corte dei Conti.
La relazione finale redatta dalla commissione d’inchiesta si è scissa in due. Una è quella che porta la firma dei consiglieri di centrosinistra, critica nei confronti dell’operato del Comitato promotore, e una seconda, è stata firmata dai consiglieri di maggioranza, che ha promosso in pieno quanto fatto.
La commissione era stata istituita su richiesta dell’opposizione per fare luce sulle spese dell’amministrazione comunale ma proprio il rapporto stilato dalla minoranza ha incassato in aula il voto negativo (tra accuse e polemiche). E adesso quel rapporto che la politica ha bocciato prende la via dei tribunali.
Una inchiesta della magistratura sulla questione è già aperta e vede il sindaco Luigi Albore Mascia indagato per abuso d’ufficio. Ma la commissione (di centrosinistra) ha messo nero su bianco una serie di «irregolarità» che avrebbe riscontrato nel corso dei tre mesi di indagine.
«Ci sono consiglieri che vogliono sostituirsi ai giudizi», ha detto il consigliere comunale Lorenzo Sospiri (Pdl).
«Non abbiamo mai preteso di vestire toghe», ha replicato il consigliere Enzo Del Vecchio (Pd), «ma nelle funzioni del nostro ruolo segnaliamo alle autorità competenti eventuali atti ritenuti in violazione di norme e regolamenti».
La commissione ha messo in luce «le strane contraddizioni» contenute nel contratto sottoscritto dalla consulente Barbara Briolini ed il presidente del Comitato, ovvero il sindaco Mascia.
Quelle stesse «contraddizioni» che oggi sono oggetto di indagine da parte della procura di Pescara.
La commissione d’inchiesta parla di «incredibile intreccio di date e premonizioni» in quanto il Comitato «è riuscito a prevedere a maggio cosa avrebbe fatto e deciso in futuro» ma ha denunciato anche «strani silenzi» del presidente Mascia che nella seduta del Comitato del 22 giugno e poi in quella del 5 agosto non ha informato lo stesso Comitato della già avvenuta sottoscrizione del contratto con la Briolini (29.05.2010).
«Anzi», sottolinea Del Vecchio, «sembrerebbe quasi tacerne l’esistenza visto che ne propone lì la nomina ed
il Comitato dopo aver condiviso dà mandato allo stesso presidente di sottoscriverne il contratto e darne comunicazione successivamente». Secondo la commissione d’inchiesta, dunque, la situazione viene ritenuta «fortemente preoccupante, considerata anche la dubbia legittimità della procedura di evidenziazione della professionista, e meritevole di essere attenzionata e segnalata a chi di dovere».
Ma la maggioranza respinge tutte le accuse e nel Consiglio comunale di due giorni fa si sono registrate forti tensioni al momento del voto quando la relazione è stata bocciata. E’ stata invece approvata (22 voti a favore, 1 contrario e 1 astenuto) quella sottoscritta dai quattro componenti di maggioranza della Commissione d’inchiesta, ossia Di Noi, Pastore, Foschi e D’Incecco.
«Quella del centrosinistra», hanno commentato i consiglieri Sospiri e Foschi, «è stata una buffonata. La loro relazione era costellata da decine di ‘probabilmente’, ‘potrebbe’, ‘forse’, frutto di un Tribunale dell’Inquisizione, singolarmente presieduto dal consigliere comunale autore di uno degli esposti in Procura che hanno determinato l’inchiesta stessa della Magistratura, che ha anche prevaricato quelli che sono i compiti specifici di una Commissione consiliare speciale d’indagine».
«Sarebbe stato sufficiente leggere i documenti per accorgersi del macroscopico abbaglio della minoranza», hanno insistito Sospiri e Foschi. «Sono legittime le scelte operate nelle consulenze e nelle spese sostenute, queste ultime risultate conseguenza di deliberazioni del Comitato».