LA SENTENZA

Comune tassò volantino politico. Il giudice: «le idee non si multano»

Il Wwf distribuì volantini sull’acqua contaminata e la discarica di Bussi. Il Comune li scambiò per pubblicità

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3426

Comune tassò volantino politico. Il giudice: «le idee non si multano»

De Santis durante le proteste di allora

ABRUZZO. Ha fatto passare la libertà di espressione, per campagna pubblicitaria, soggetta, dunque, a tassazione. O almeno, ci ha provato.

Il Comune di Pescara multò il responsabile del Wwf, Augusto De Sanctis, per volantinaggio a mano, in luogo pubblico. Il caso è finito in tribunale dove il giudice di pace, Carla Ciccocioppo, ha dato torto al Comune e ragione al ricorrente.
La storia risale a qualche anno fa. La mattina del 7 luglio 2008 il Wwf organizzò una manifestazione di protesta in via dei Bastioni per denunciare lo scandalo della mega-discarica di Bussi per cui 19 persone furono rinviati a giudizio e della distribuzione di acqua contaminata alla popolazione. I volantini, a firma Wwf, MareLibero e Abruzzo Social Forum, recavano la scritta: “Acqua: Uno scandalo! Ora basta! Verità sulla nostra salute! Dimissioni per chi sapeva ed ha taciuto”.
Quel giorno da Palazzo di Città vennero inviati agenti della Polizia municipale per verificare quanto stesse succedendo.
Risultato: una bella multa per Augusto De Sanctis, referente regionale dell’associazione per le acque, per la somma di 412 euro, emessa dal dirigente Settore Tributi del Comune, l’8 novembre 2011. Secondo l’Ente, De Sanctis violò l’articolo 20 del Regolamento comunale che prevede un’imposta sulla pubblicità.
L’esponente attivista ambientalista fece subito ricorso difendendo il suo diritto di espressione.
L’udienza, tenutasi il 24 ottobre davanti al giudice di Pace, Carla Ciccocioppo, si è conclusa con l’annullamento del provvedimento del Comune di Pescara in nome, appunto, della libertà di espressione sancita dall'Art.21 della Costituzione.
Il giudice ha fatto appello alla sentenza della Corte Costituzionale del 19 Luglio 2000, che ha stabilito come siano da «escludere dalla soggezione al tributo i messaggi di contenuto politico, religioso, ideologico senza fine di lucro».
In più passaggi il giudice sottolinea ,«che i volantini distribuiti denunciano l’inquinamento di siti, fiumi, falde acquifere locali, indicano gli obiettivi dell’associazione a riguardo, come promuovere indagini epidemiologiche, bonifica e messa in sicurezza ed esortano i cittadini ad impegnarsi (…) non vi è chi non veda dunque l’assoluta estraneità della propaganda di cui si discute a fini di lucro».
«In questo caso», tuona ancora il giudice, «si può parlare di pubblicità ideologica», di idee, insomma.
Spese compensate, soddisfazione per De Sanctis ma non è tutto. «Resta l’atteggiamento di totale refrattarietà dei funzionari comunali», dice il Wwf, «che hanno difeso pervicacemente l'indifendibile facendo perdere tempo prezioso a tutti i soggetti coinvolti. Tutto ciò nonostante reiterate note esplicative inviate dall'associazione e, addirittura, una pronuncia del Difensore Civico che già nel 2008 nel suo parere aveva dato ragione al Wwf».
Anche questa è la forze delle idee…