IL FATTO

Penne, aria di censura: «il sindaco vietata la critica politica»

Il Pdl chiede l’intervento del prefetto

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Penne, aria di censura: «il sindaco vietata la critica politica»
PENNE. L’ordinanza è stata firmata poco più di una settimana fa e fa discutere.

«Il sindaco Rocco D’Alfonso vuole attuare una forma di censura preventiva sulla comunicazione politica». La denuncia arriva dal coordinatore cittadino del Pdl, Antonio Baldacchini, in merito all’ordinanza sindacale numero 51 con la quale il Comune ha ordinato l’affissione pubblica cittadina.
Il Popolo delle Libertà bolla il provvedimento come «degno solo dei spietati sistemi totalitari» e annuncia che sulla questione si chiederà l’intervento del Prefetto di Pescara per modificare il documento
«Con questo provvedimento», spiega Baldacchini, «i partiti politici che volessero intervenire pubblicamente sull’attività amministrativa comunale dovranno chiedere l’autorizzazione al comandante dei vigili urbani».
Come si legge al ‘paragrafo c’ il comandante dovrà, prima verificare i contenuti del manifesto, e poi, senza stabilire un tempo certo per la risposta, autorizzare la pubblicazione.
Ma c’è di più: al paragrafo “d” dell’ordinanza il sindaco ordina che sullo stesso argomento, ad esempio il bilancio comunale, non ci possano essere più comunicazioni concomitanti da parte di altri partiti. Ed è proprio questa la questione più spinosa.
«L’amministrazione», protesta Baldacchini, «si attribuirebbe così il potere discrezionale di decidere cosa possa essere pubblicato e cosa no».
Il Pdl parla di «ennesima perla amministrativa» che va ad aggiungersi alla contestata delibera comunale con la quale, D’Alfonso impone ai cittadini di pagare una tassa, cioè il così detto diritto di ricerca, per esercitare il diritto di accesso ai documenti amministrativi. «Un deterrente creato ad hoc per affondare la trasparenza amministrativa», chiude Baldacchini.

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