LA DENUNCIA

«Licenziamenti illegittimi “in casa” Inps »

Rega (Uil): «Addetti alle pulizie rimpiazzati in modo illegittimo»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2192

Domenico Rega

Domenico Rega

PESCARA. Assunti e poi rimpiazzati. La società Ma.Ca srl, titolare di un contratto d’appalto per la pulizie del palazzo dell’Inps a Pescara, ha licenziato lavoratori assunti rimpiazzandoli con altri.

Lo segnala il sindacato Uil (segreteria di Pescara) in una lettera-denuncia datata al 5 ottobre agli organi ispettivi della Direzione Territoriale del lavoro e dell’Inps. La sigla ha evidenziato presunte anomalie nella vicenda accaduta proprio “tra le mura” dell’Ente previdenziale.
E infatti, come detto, la società Ma.Ca è aggiudicataria di una gara d’appalto per la fornitura di servizi di pulizia e di sanificazione degli ambienti della casa albergo Inps di Pescara, già casa albergo Inpdap.
La società ha siglato contratti d’inserimento per lo svolgimento di lavori di pulizia con Carmen Lucaci della Romania, Marianna Di Meo di Pescara, Mattia Di Martino de L’Aquila, Anna Costantino di Napoli, Urbaniah Janina della Germania, Carmela Napoli di Viareggio ed Alessandra Pompa di Pescara.
I lavoratori sono subentrati in sostituzione al personale strutturato assente per maternità, malattia, e ferie ma sono stati inseriti da subito –denuncia il sindacato- nei normali turni di lavoro ed in piena autonomia senza formazione, in barba alle prescrizioni in tema di prevenzione e formazione, secondo il sindacato. Prima anomalia.
I dipendenti hanno pure svolto ore supplementari e straordinarie in numero eccedenti al massimo previsto dal contratto vigente e comunque mai per le ragioni contrattuali, ma per esigenza di servizio, sottolinea, poi, la Uil.
Succede poi che la società decida di licenziare 5 lavoratori per assumerne altri con lo stesso contratto di inquadramento. Seconda anomalia.
La Uil osserva infatti che «la legge vieta di assumere con la stessa tipologia contrattuale a meno della stabilizzazione del 60%, ” quota minima “ dei lavoratori assunti con questa tipologia di contratto».
«E’ evidente l’illecito vantaggio contributivo», sottolinea Domenico Rega del sindacato, «a favore di una azienda che non rispetta il dettame legislativo. Ancora più grave è che lo scenario all’interno del quale avviene il supposto illecito è in casa INPS».
Il sindacato riferisce che in un incontro informale svoltosi il 27 settembre, la Ma.Ca. «rassicurava Uil e Cgil circa la prosecuzione dei contratti e autorizzava la responsabile del servizio Cinzia Di Paolo a predisporre i turni per l’intero mese di ottobre con il personale in servizio. Risulta evidente alla scrivente l’unico interesse che muove i passi della società appaltante il servizio, ovvero eludere le norme per un illegittimo vantaggio fiscale e contributivo».
Dopo un mese dai fatti ancora nulla è stato fatto per le lavoratrici che nel frattempo hanno deciso di impugnare i licenziamenti. La Uil fa sapere che monitorerà la situazione e solleciterà gli organi giudiziari deputati al controllo e a far rispettare le leggi.
m.b.