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Montesilvano, refezione scolastica: «costi invariati per le famiglie»

L’assessore replica alle proteste del M5S

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Assessore Fidanza
MONTESILVANO. Un allarmismo «infondato e dannoso» sul bando della refezione scolastica.

Nei giorni scorsi dal Movimento 5 Stelle era arrivato l’allarme sull’aumento del costo del pasto a carico delle famiglie che avrebbe raggiunto i 6,20 euro.
«Niente di più falso», assicura oggi l’assessore al Bilancio Enzo Fidanza: «il costo è di 2,15 per le scuole dell’infanzia e di 2,68 per quelle primarie e secondarie. 6 euro e 20 centesimi è il prezzo posto a base d’asta».

«MAMME IMBUFALITE»
Questa mattina Fidanza si è presentato in conferenza stampa insieme al dirigente e responsabile di settore, Bruno Terenzi, ed al segretario generale del Comune, Alfredo Luviner, per smontare tutti gli interrogativi mossi dal consigliere Anelli (Movimento 5 Stelle) sulla gara per il servizio integrato di refezione scolastica. Anche perché dopo che la notizia è finita sui giornali «moltissime mamme», ha detto l’assessore, «sono arrivate in Comune. Ma la notizia è infondata. Per le famiglie, lo ribadisco, il costo pasto non varia».
Ci sono, invece, altre novità: «aumentiamo dagli attuali 200 a 250 il numero delle utenze che possono usufruire dell’esenzione in base al reddito». Questo perché le richieste superavano la soglia dei 200.
Inoltre per quanti usufruiscono della legge 104 le esenzioni sono illimitate ed è stato alzato il reddito Isee da 6000 a 7.500 per l’esenzione riservata ai diversamente abili, per omologarsi al Piano sociale di zona.
Inoltre l’esenzione è stata allargata, qualora ne ricorrano i presupposti, a tutti i figli minori di un nucleo familiare mentre finora l’esenzione non poteva riguardare tutti i figli.

IL COMUNE SPENDE 1 MILIONE ALL’ANNO
Il costo totale annuo del Comune per la refezione scolastica è di circa 1 milione di euro per circa 150 mila pasti annui. In questo numero vanno considerati, ha spiegato l’assessore, «sia quelli a pagamento che quelli gratis per le famiglie. La differenza di costo tra gli incassi e le spese è coperta totalmente dal Comune, perché questo servizio ha una valenza fortemente sociale. Oltre alle situazioni sopraelencate, va ricordato che serviamo anche la Casa Famiglia, la Mensa di solidarietà (con pasti gratis) ed anche gli anziani soli che ci vengono segnalati. Per questi ultimi, quando veniamo a conoscenza delle loro situazioni, la ditta che gestisce il servizio deve andare a domicilio a consegnare i pasti, anche se ne fosse solo uno. Infine, proprio per tutelare al massimo i nostri bambini, abbiamo intenzione di istituire una commissione permanente di valutazione che a campione vada a verificare qualità di cibo e servizio, anche se i Nas e la Asl fanno un lavoro egregio».
«C’è da sottolineare un altro aspetto non di poco conto – ha ribadito Terenzi – Le nostre scuole sono sprovviste di cucina e refettori, quindi la ditta per la refezione deve provvedere da sé ad individuare spazi per l’allestimento dei pasti, fornire stoviglie, bicchieri etc, e poi, dato che spesso gli spazi dell’allestimento coincidono con quelli delle lezioni, anche provvedere al ripristino degli spazi. Inoltre, il bando di gara in questione è un bando europeo e non è nella sua fase conclusiva, come hanno lasciato intendere, ma in una fase intermedia».

RICEVUTE TRE PROPOSTE
Al momento sono tre le risposte arrivate in Comune, ancora tutte in busta chiusa. «Abbiamo scelto come modalità la procedura ristretta», ha detto ancora Terenzi rispondende alle accuse del M5S che aveva sollecitato un bando europeo, «perché, quando l’aggiudicazione del contratto è prevista con il metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa, lo stesso codice degli appalti pubblici, la definisce “preferibile”».
Inoltre è stata bollata come una «polemica inutile e strumentale» la questione sulla distanza massima
di 15 km dalla sede comunale: «ci sono motivazioni ben precise», ha spiegato il dirigente, «il Comune è preso come riferimento, perché è in una zona in cui sono ubicate la maggior parte degli istituti scolastici e questa distanza è posta a presidio della qualità del servizio, dato che i pasti, sia caldi che freddi, devono arrivare a determinate temperature. Ricordo quando il centro di cottura era a Sant’Atto, a 60 km di distanza, molti bambini si portavano il cibo da casa, contravvenendo a tutte le indicazioni».
«Questa amministrazione vuole essere il più trasparente possibile – ha chiuso il segretario generale, Luviner - Quando si diffondono notizie imprecise e faziose io sono a diposizione, non solo dei giornalisti, ma di ogni cittadino per dare risposte precise e documentate. Ci stiamo attrezzando affinché tutti i documenti possano andare sul sito del comune e quindi essere accessibili tutti».