LE PROTESTE

Concorsone L’Aquila, per architetti e ingegneri stesse date dell’esame di Stato

I dubbi: «sono intervenuti i poteri forti»

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CONCORSO PUBBLICO
L’AQUILA. Non solo un quesito di troppo pubblicato on line alla vigilia del Concorsone agita il’ pre-gara’ dove saranno in palio 300 posti a tempo indeterminato.


Mentre il ministero stana la ‘talpa’ che avrebbe fornito alla stampa la domanda e la Procura apre una inchiesta penale infuria una nuova polemica su quella che verrà ricordata come la selezione pubblica più controversa della regione.
I giorni 20-21 novembre, infatti, si terranno le prove preselettive che riguardano le figure professionali architetto e di ingegnere (possono partecipare anche quelli che non hanno l’abilitazione).
Ma proprio negli stessi giorni si terranno le prove concorsuali di abilitazione nazionale per gli architetti e gli ingegneri, ovvero l’esame di Stato.
Vengono così eliminati di fatto dal concorso tutti coloro che si erano precedentemente iscritti ad entrambe le prove. La strana coincidenza che ci viene segnalata da Marco Andriani, viene contestata da più parti anche perché crea enormi disagi a moltissimi candidati che si trovano nella medesima situazione e che discutono animatamente su numerosi siti e forum internauti.
C’è chi parla anche dell’intervento dei «poteri forti» che avrebbero volutamente chiuso le opportunità di impiego dei giovani italiani. «Si è creata una situazione nella quale sarà favorita chiaramente quella sola parte di candidati non impegnati in una delle due prove concorsuali, con un maggior danno per quei candidati interessati agli esami di abilitazione professionale che hanno già versato le quote di iscrizione, ammontanti spesso a cifre molto onerose».
Qualcuno chiede che, in sede di autotutela, le amministrazioni interessate provvedano a spostare una delle due date di rispettiva competenza, per permettere a tanti giovani disoccupati, ma di alta qualificazione professionale, di poter accedere ad entrambe le procedure.
La situazione attuale viene vista come «ostativa del diritto di accesso al lavoro, con una ingiustificabile coercizione del diritto di cittadinanza e conseguente lesione dei principi costituzionali fondamentali in materia di lavoro».