RIFIUTI

Impianto rifiuti pericolosi in Val di Foro: Wwf Chieti annuncia battaglia

Per il comitato d’impatto ambientale della Regione il progetto non deve subire la Via

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2620

Impianto rifiuti pericolosi in Val di Foro: Wwf Chieti annuncia battaglia

ARI. Un impianto di stoccaggio di rifiuti pericolosi nella Val Foro. Numerose osservazioni al progetto.

La commissione regionale decide di non sottoporlo alla valutazione di impatto ambientale.
Sono le tappe che hanno accompagnato il progetto di un impianto di stoccaggio di rifiuti pericolosi, proposto dalla ditta Globus srl di Francavilla al Mare. Il Wwf Chieti esprime tutta la sua contrarietà e si dice pronto a combattere al fianco dei Comuni interessati dalla futura struttura.
L’impianto riguarda lo stoccaggio di rifiuti pericolosi e non provenienti dai servizi di micro raccolta, con una capacità pari a 12.000 tonnellate annue di rifiuti.
La struttura sorgerà in un’area industriale artigianale vicina al fiume Foro su una superficie totale di 4400 mq ed interesserà i territori di Ari, Villamagna, Miglianico.
Qui, verranno trattati mercurio, piombo, fanghi metallici, rifiuti contenenti sostanze pericolose, scarti chimici da laboratorio. Proprio la tipologia di sostanze ha preoccupato, non poco, ambientalisti e cittadini che si sono schierati sul fronte del no.
Tra le preoccupazioni ci sono la vicinanza dell’impianto ad aree protette, il pericolo di contaminazioni e sversamenti. Ma questi dubbi non hanno scalfito il giudizio della commissione ambientale per la quale non è necessaria la verifica di impatto ambientale a condizione che si rispettino alcuni parametri: la gestione dei rifiuti non deve avvenire nella fascia di 50 metri dal confine demaniale fluviale; dovranno essere realizzati dei bacini di contenimento per lo stoccaggio di rifiuti liquidi e dovrà essere presentato un piano di monitoraggio.
La proliferazione di aziende che si occupano di rifiuti (nel chietino ce ne sono, tra quelle in attività e quelle proposte, una ventina), secondo il Wwf Chieti, «denota una assoluta mancanza di programmazione regionale e provinciale».
«La proliferazione di micro zone industriali, ad esempio», osserva il presidente del Wwf Chieti Nicoletta Di Francesco, «è alla base di infiniti problemi legati all’inquinamento, a un illogico consumo del suolo e alla devastazione del paesaggio. Gli effetti cumulati di una cattiva gestione del territorio e degli insediamenti produttivi sono ogni giorno sotto gli occhi di tutti: è recente, ad esempio, il provvedimento della Capitaneria di Porto di Ortona che vieta il prelievo delle vongole in una vasta area della costa teatina a causa dell’eccessivo apporto di inquinanti dai fiumi. Quasi ogni paese d’Abruzzo anche piccolissimo ha previsto nel proprio territorio una sua zona industriale, ma poi non ha la possibilità di garantire infrastrutture adeguate né tanto meno impianti di depurazione capaci di trattare eventuali reflui chimici. Continuando ad agire con una logica municipalistica si apre la strada ad insediamenti sgraditi ai cittadini che, in cambio di pochi posti di lavoro, inquinano e devastano per sempre aree di pregio agricolo e paesaggistico creando danni che perdureranno per decenni se non per secoli».
Per il Wwf il lunghissimo elenco delle tipologie di rifiuti ammessi e le lavorazioni consentite dalla legge in questi impianti fa ritenere opportuno il ricorso alla procedura di valutazione di impatto ambientale, a garanzia della salute dei cittadini e della tutela del territorio.
Per questo l’associazione ha annunciato che combatterà al fianco delle amministrazioni comunali dei centri urbani interessati (Ari, Villamagna, Miglianico) in eventuali ricorsi al Tar per ottenere quanto meno l’assoggettabilità a Via del progetto, oggi negata dal Comitato regionale.
Secondo il Wwf Chieti bisogna infine scommettere su quei settori che oggi in Abruzzo possono rappresentare una concreta risposta alla crisi, come il turismo legato all’ambiente, l’agricoltura di qualità, l’artigianato tipico.
m.b.