SOLUZIONE FINALE

San Silvestro Mascia ha ‘spento’ tutte le antenne

Sindaco: «mi spiace per le emittenti ma la strada è tracciata»

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San Silvestro Mascia ha ‘spento’ tutte le antenne
PESCARA. Il lavoro è concluso. Adesso si entra nella fase finale.

Gli uffici del Comune di Pescara hanno terminato la notifica di tutti i provvedimenti dirigenziali per la disattivazione delle 59 antenne posizionate in località San Silvestro del capoluogo adriatico che, in base alle indagini condotte dalla Guardia di Finanza, sono sprovviste delle autorizzazioni comunali per operare in quel sito. In tutto sono 55 le aziende a cui il Comune ha notificato gli atti con la relativa ingiunzione di pagamento delle sanzioni.
Intanto oggi il sindaco Luigi Albore Mascia andrà a L’Aquila alla conferenza dei Capigruppo. Si tratta di un incontro che fa seguito all’audizione dei titolari delle emittenti, che oggi stanno tentando tutte le strade possibili pur di evitare la delocalizzazione e hanno chiesto che l’Arta compia nuovi rilievi per accertare se con il passaggio al digitale le emissioni siano ancora fuori legge.
Il sindaco Mascia non ha nascosto la propria sorpresa per quel tentativo estremo di «bypassare il processo di delocalizzazione», da attuare entro sei mesi dalla sua istituzione, ovvero entro il prossimo e ormai imminente 30 novembre.
Oggi Mascia ricorderà che le ordinanze dirigenziali per lo spegnimento di 59 emittenti radiotelevisive «sono un atto dovuto da parte dell’amministrazione comunale in seguito a un’indagine condotta non dal Comune, ma dalla Guardia di Finanza che ha accertato, per i 59 impianti, l’assenza delle autorizzazioni comunali, Guardia di Finanza che peraltro ha anche comminato multe salate che 58 emittenti su 59 sanzionate non risultano ancora aver pagato».
«Comprendo il malumore», ammette il primo cittadino, «comprendo le preoccupazioni per i costi legati all’operazione».
Le emittenti hanno chiesto al presidente della Regione Chiodi e al presidente del Consiglio regionale Pagano ‘un intervento, una legge regionale che le tuteli. In sostanza la Regione Abruzzo dovrebbe legiferare contro se stessa, visto che è stata la prima a promuovere la delocalizzazione delle antenne, a commissionare e a pagare uno studio affidato alla Facoltà di Ingegneria dell’Università de L’Aquila, con il professor Graziosi.
Quello studio ha prodotto la proposta di delocalizzazione off shore, ovvero su una piattaforma in mare, un’idea sperimentale che è piaciuta anche all’Agcom che ha inserito il sito nel Piano Nazionale di assegnazione delle Frequenze, insieme ad altri 129 siti a terra già esistenti e situati in Abruzzo, tra i quali le emittenti possono scegliere di spostarsi.
In merito alla vicenda, il direttore Generale del Comune, Stefano Ilari, membro del Tavolo tecnico regionale istituito per la delocalizzazione, ha anche inviato una nota, indirizzata tra gli altri all’Agcom e al Ministero dello Sviluppo Economico, chiarendo che «non risponde al vero che il Comune di Pescara ha indicato esclusivamente la piattaforma off-shore quale sito idoneo a cogliere l’obiettivo della delocalizzazione».

LE ANTENNE A CUI SONO STATI NOTIFICATI GLI ATTI
Le antenne raggiunte dagli atti sono La 9, Rds, Radio Ketchup, Telemare, Radio Studio Più, Radio California, Radio Parsifal, Radio Speranza, Radio International, Rai Mucs-A, Tvq, Tele Nove, Antenna 10, Trsp, Radio Delta 1, Radio Blai Capital, Radio Luna, Radio Latte e Miele, Radio Ciao, Studio 5 FM, Rete 8, Tv6, Radio M20, Rai Tv 1, Rai Tv 2, Rai Isoradio, Rai MF1, Rai MF2, Rai MF3, Rai OM1, Rai Tv3, Rai Servizi Parlamentari, Rai Mucs-B, Canale 5, Italia 1, Rete 4, Radio 24-Sole 24 Ore, Mucs-D-Free, Radio Italia, Radio Studio 105, All Music, Virgin Radio, Radio Montecarlo, Mucs Mediaset 1, La 7, MBone Mucs La7, Tele Studio, Mtv, Radio Radicale, Atv7, Tele A Più, Telemax, Radio 101, Radio Capital, Radio Dee Jay