RIPOPOLAMENTO

Quanti lupi in Abruzzo: l’animale protetto è sempre più prolifico ma…

Il Wwf conferma che l’esemplare appenninico non rischia più l’estinzione grazie alle politiche adottate

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animale aggredito dai lupi

Pony aggredito dai lupi

ABRUZZO. Sono sempre di più, si riproducono in abbondanza soprattutto grazie al fatto che il lupo abruzzese è specie protetta.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti ed è sempre più facile incontrare lupi affamati nelle campagne. Aumentano gli avvistamenti a valle ed anche in zone non esattamente isolate. Aumentano parallelamente anche le denunce di allevatori per animali fatti a pezzi da branchi sempre più numerosi.
Il ritorno del lupo che gode di ottima salute è salutato con favore dal Wwf che oggi ha diffuso un video registrato da alcune telecamere nell’oasi del Lago di Penne.
Nel video un lupo mette in fuga un cinghiale che è una delle specie preferite e che pure producono notevoli danni alle coltivazioni e per questo la legge ne autorizza a condizioni particolari l’abbattimento.
L'espansione del Lupo in Italia non sta interessando solo le aree montane, -conferma il Wwf- con l'ingresso della specie nell’ arco alpino, ma, nelle aree di presenza storica come l'Abruzzo, anche le aree pedemontane e collinari. Qui la ricolonizzazione è favorita dal fenomeno dell'abbandono dei campi con l'aumento della copertura boschiva e dall'espansione delle popolazioni delle prede, come cinghiale e capriolo.
«Il Lupo», dice Dante Caserta, vicepresidente Wwf Italia, «è tornato a popolare in molte aree
grazie alla sua inclusione tra le specie protette, avvenuta a seguito di una delle prime campagne lanciate dal Wwf Italia e dal Parco Nazionale d'Abruzzo, l'Operazione San Francesco, avviata nei primi anni 70 del secolo scorso. La ricostituzione di una rete trofica complessa è uno degli obiettivi da perseguire quando si cerca di attuare politiche di conservazione della natura. Il caso del Lupo è un segnale di speranza per altre specie attualmente in situazioni disastrose, come l'Orso bruno».
«Il video che mostra l'interazione tra Lupo e Cinghiale», dichiara Fernando Di Fabrizio, direttore dell'Oasi WWF del Lago di Penne, «è solo uno dei tanti che hanno come protagonista questo splendido predatore che stiamo registrando in questi mesi nella riserva. Una delle cucciolate di cinghiali presenti nella riserva si è ridotta progressivamente di numero probabilmente a causa della presenza di questo piccolo branco. Il sistema di video-trappolaggio, utilizzato ormai in tante aree protette italiane, si sta rivelando molto utile per seguire una specie altrimenti poco osservabile».


Il Lupo si sta dimostrando un efficace predatore del Cinghiale; diversi studi scientifici realizzati in Italia hanno dimostrato che questo ungulato può rappresentare fino al 60% delle prede catturate dal Lupo, seguito dal Capriolo. La buona disponibilità di prede selvatiche e l’utilizzo di una politica puntuale di gestione del bestiame al pascolo –dice il Wwf- che preveda l’utilizzo di sistemi di protezione per prevenire gli battacchi non possono comportare altro che diminuire la predazione sul bestiame domestico».
Il moltiplicarsi dei lupi, però, aumentano anche i problemi per chi abita le stesse zone frequentate dai lupi che quando sono affamati possono essere pericolosi. Negli ultimi anni sono sempre di più le persone che hanno denunciato gli attacchi dei lupi sulle greggi o sul bestiame nelle stalle o al pascolo, non è raro nemmeno che ad essere attaccati siano animali domestici. Non sono rare nemmeno segnalazioni di cacciatori che avvistano carcasse di animali dilaniate e forse sono meno tranquilli di ieri perché anche per loro il lupo può essere un pericolo concreto.
Nella foto che pubblichiamo parzialmente oscurata la vittima è un cavallo attaccato nel recinto in cui era morto atrocemente e parzialmente svuotato a morsi delle proprie viscere.
Forse è prematuro ma se davvero i lupi sono tornati ad essere così tanti tra un po’ sarà necessario iniziare a pensare a difendersi da loro.