IL PROCESSO

L’Aquila, 5 rinviati a giudizio per le ‘casette con le ruote’

Abuso d'ufficio, turbativa d'asta e abuso edilizio

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L’Aquila, 5 rinviati a giudizio per le ‘casette con le ruote’
L’AQUILA. L’inchiesta era partita a seguito della denuncia di un cittadino.

 Il Gup del Tribunale dell'Aquila, Marco Billi, ha rinviato a giudizio cinque persone gia' indagate nell'ambito di un'inchiesta sulla installazione, mai avvenuta, di moduli abitativi removibili (Mar), come alloggi temporanei per dare accoglienza agli sfollati nel post terremoto da sistemare in alcuni siti.
 I moduli removibili, mai comparsi all'Aquila, erano le cosiddette "casette con le ruote" da portare via una volta che l'emergenza fosse passata.
   Gli imputati sono Massimiliano Cordeschi, ex direttore generale del Comune dell'Aquila, Domenico de Nardis, dirigente dell'Avvocatura comunale, Renato Amorosi, dirigente comunale del settore Territorio, Eugenio Vendrame, comandante della Polizia municipale, e Luigi Palmerini, imprenditore.
I reati ipotizzati a vario titolo sono abuso d'ufficio, turbativa d'asta e abuso edilizio.
Il processo e' stato fissato per il 21 marzo 2013.
I reati ipotizzati a vario titolo sono di abuso d'ufficio, turbativa d'asta e abuso edilizio. In un primo momento era entrato nell'inchiesta anche il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, per lui c'era l'accusa di rifiuto di atti d'ufficio ma successivamente il pm Simonetta Ciccarelli aveva archiviato la sua posizione. L'indagine era partita dopo la denuncia di S.P., che aveva risposto a un avviso pubblico per la vendita di un terreno in località Sant'Antonio: dopo aver versato il deposito cauzionale di 22 mila euro, non aveva più avuto notizie della pratica.
La vicenda suscitò molte polemiche politiche, sfociate anche in consiglio comunale, in particolare con una mozione bipartisan, a seguito della quale Cialente decise di ritirare la delibera contestata. L'appalto per l'installazione dei moduli abitativi removibili era stato quantificato in 40 milioni di euro circa.