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Processo Housework, chiuso il dibattimento: inizia la fase finale

La sentenza potrebbe arrivare entro la fine di gennaio

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D'Alfonso in aula

D'Alfonso in aula

PESCARA.  E' ripreso oggi in Tribunale, con l'audizione di alcuni imputati, il processo relativo all'inchiesta "Housework", su presunte tangenti negli appalti pubblici al Comune di Pescara.

L’inchiesta nel dicembre 2008 ha portato all'arresto dell'allora sindaco Luciano D'Alfonso.
Oggi sono stati ascoltati gli ultimi testimoni e gli imputati che hanno fatto richiesta di essere interrogati e controinterrogati per porre all’attenzione del collegio ulteriori elementi di valutazione. Alla fine dell’udienza il giudice Antonella Di Carlo ha dichiarato chiuso il dibattimento per cui dalla prossima udienza inizia la fase finale che culminerà con l’attesa sentenza di primo grado.
 Fra gli altri, sono stati ascoltati il geometra Giampiero Leombroni, direttore dell'area tecnica dei Lavori Pubblici dal 2003 al novembre 2005, imputato nel processo come gli ex consulenti esterni, Francesco Ferragina e Marco Mariani.
Nel suo lungo esame, Leombroni, indicato dall'accusa come uomo di fiducia di D'Alfonso, ha sottolineato di aver sempre agito in maniera regolare. Riguardo all'appalto delle aree di risulta, ha spiegato che, all'epoca, non lavorava più per il Comune, ma comunque, essendo esperto in materia, di aver elaborato piccoli «studi» dopo che la prima gara era andata deserta e di aver fornito «a volte», su richiesta dell'Ufficio gara, consigli tecnici nell'ambito del secondo bando.
L‘accusa ha esibito una mail del 2006 nella quale il consulente Ferragina scriveva in Comune chiedendo del dirigente Leombroni che ormai non era più al lavoro da alcuni mesi. L’ex dirigente e attuale dipendente della Toto spa ha spiegato che con molta probabilità il consulente non era stato informato della cessazione del suo incarico presso il Comune.
Per quanto concerne i suoi rapporti con l'imprenditore Carlo Toto, ha riferito di essere andato a lavorare da lui nel giugno 2006 e di essere legato all'imprenditore da una lunga amicizia risalente agli anni della scuola. «Siamo stati compagni di scuola - ha sottolineato - e, prima del 2006, ho lavorato con lui dal 1969 al 1971».
Proprio riguardo a Toto e alla gara per l'aggiudicazione dei lavori per le aree di risulta, ha spiegato che l'imprenditore inizialmente non vi voleva partecipare e che era stato poi convinto dal figlio, interessato a fare qualcosa per la città. Leombroni ha poi spiegato che dopo l’incarico in Comune gli era stato offerto un incarico di direttore dei lavori del Villaggio Mediterraneo in costruzione a Chieti per i giochi di Pescara 2009 ma di aver declinato quando si è accorto della piega che stava prendendo il progetto di Pierangeli e Di Cosmo  riferendosi al futuro carattere residenziale dell’opera.
Ferragina e Mariani hanno, invece, spiegato tecnicamente l'iter relativo al project financing dei cimiteri cittadini.
Dalla prossima udienza, in programma il 3 dicembre, prenderà il via la discussione, con le conclusioni prima di procura e parti civili e poi dei difensori degli imputati. Nel mese di dicembre, le udienze si terranno anche il 10 ed il 17, a gennaio il 7, il 14, il 21 ed il 28.