LA SCOPERTA

Arca: «il Comune stipulò convenzione con società nata due mesi dopo l'accordo»

In ballo c'era la costruzione di un campo sportivo e di un parco pubblico in cambio della costruzione del centro commerciale

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ARCA
SPOLTORE. Che fine hanno fatto il campo sportivo e il parco privato a uso pubblico previsti nella convenzione Comune-Arca?

Nessuna fine poichè praticamente non c'è stato alcun inizio. Con ottime probabilità a Spoltore il campo sportivo ed il parco oggetto della convenzione con il Comune non saranno mai realizzati.
Da tempo cerca di capirne qualcosa  il consigliere del Pdl di Spoltore, Marina Febo, senza mai ottenere una spiegazione. Oggi, in realtà, una risposta c’è stata e le cose che si scoprono lasciano intravedere scenari poco lusinghieri.
Tutto ruota intorno ad una società che si chiama "Intercontinentale spa", la società che avrebbe dovuto realizzare le opere pubbliche nell’ambito della convenzione Arca-Comune con durata fino al 2011 ma in realtà «era fallita, nel 2005».

«SOCIETA’ LIQUIDATA»
L’accordo che risale al 2001 tra Comune ed Arca prevedeva la realizzazione di opere pubbliche sul territorio in cambio della realizzazione del centro commerciale.
 Nel 2007 l’ex sindaco Donato Renzetti in piena campagna elettorale e poco prima delle elezioni comunali ha aperto il cantiere per realizzare il nuovo impianto sportivo salvo poi chiuderlo alla fine di maggio del 2007. L’accordo Arca-Comune sarebbe stato poi successivamente modificato con nuova delibera. Dopo aver incassato risposte vaghe, il consigliere Marina Febo ha deciso di approfondire la storia.
Anche se le opere non sono state portate a compimento, esiste comunque una polizza fideiussoria che deve garantirne la realizzazione. Perché il Comune non ha proceduto ad escutere la polizza?
Da questa domanda sono partite una serie di indagini. La Febo ha visionato una copia della polizza fideiussoria, «sulla quale non era apposto neppure un timbro di ricezione del protocollo del Comune ed ha letto una visura storica della società».
«Con molto stupore», racconta, «ho scoperto che la società “l’Intercontinentale SpA” è stata costituita nel luglio 2001, solo due mesi dopo la stipula della Convenzione tra l’Arca e il Comune, e che ha rilasciato la polizza fideiussoria all’Arca nel dicembre dello stesso anno e nel febbraio successivo è stata trasformata in Srl e contestualmente messa in liquidazione, con trasferimento della sede legale da Firenze a Reggio Calabria. Nel momento della dichiarazione di fallimento, la società possedeva un capitale sociale in liquidazione di 14.500 euro (mentre doveva garantire una fideiussione per 5 milioni di euro circa) e i soci erano due signori anziani, uno del 1928, uno del 1924 e un cittadino marocchino». Cercando ancora su Internet, la Febo ha scovato «diversi articoli di giornale sulla predetta società legata a false fideiussioni e alla amministratrice, Filomena Piccapane del 1928, nota alla Guardia di finanza che la definisce persona con precedenti penali inerenti l'emissione di assegni senza provvista».
A tutto ciò, si somma il fatto che la polizza non è stata mai monitorata nel tempo, tant’è che non è stata mai variata in base alle modifiche alla Convenzione approvate in corso d’opera, sempre secondo il consigliere.

«L’INGEGNERE REVOCATO?»
Una ricerca tira l’altra. Scavando tra i faldoni la Febo dichiara che il collaudatore incaricato dal Comune, l’ingegnere Amedeo D’Aurelio, «non ha ancora portato a termine il collaudo amministrativo, nonostante più volte sollecitato».
«Ho chiesto in ben due occasioni», ha detto, «durante i Consigli comunali del 7 e del 28 agosto scorso il perché non sia ultimato lo stato di attuazione di questi lavori e il responsabile, al Consiglio del 7, aveva dichiarato che in una decina di giorni contavano di ultimare le verifiche. Dopo qualche giorno, però, ci era giunta voce che il Comune aveva revocato l’incarico all’ingegnere D’Aurelio, ma di ciò non abbiamo finora avuto conferma».

«IL SINDACO SE NE LAVA LE MANI»
I dubbi, le domande e le perplessità sono state portate all’attenzione del sindaco durante le seduta del Consiglio comunale del 31 ottobre. In quella sede la Febo dice di aver interrogato Di Lorito e gli assessori, richiedendo all’Arca le prove dei pagamenti dei premi annuali versati dal 2006 al 2011 alla società Intercontinentale.
«Chiedevo», ha detto, «di inviare la predetta documentazione alla Corte dei Conti, che ha già un procedimento aperto sul caso, e alla Procura della Repubblica. Con enorme sconcerto, ho ascoltato la risposta del sindaco che ha tenuto a precisare più volte che se intendessi portare il caso all’attenzione delle autorità competenti avrei dovuto farlo “io personalmente”, lavandosi in sostanza le mani. Mi ha colpito sentire queste parole da parte di un sindaco dell’Italia dei Valori che, in passato, ha fatto anche centinaia di kilometri per andare a Campobasso a depositare esposti-denuncia contro la precedente amministrazione e ora si tira indietro di fronte alla necessaria chiarezza che deve essere fatta su questa vicenda, senza ulteriore indugio. Forse il sindaco dimentica che, nello svolgimento delle nostre funzioni, assumiamo tutti la qualifica di pubblici ufficiali e che lui, più di tutti, in qualità di responsabile dell’Ente, è tenuto ad assumersi le sue responsabilità».
La consigliera ha chiesto al sindaco, a nome del Pdl che rappresenta insieme a Marco Della Torre ed insieme ai consiglieri Rino Controguerra per Prima Spoltore ed Edoardo Diligenti per Spoltore Futura, Carlo Spatola Maio per il Movimento 5 Stelle, di rispondere all’interrogazione nel più breve tempo possibile, «se vuole proseguire il suo lavoro, deve fare immediatamente la massima chiarezza e adottare i dovuti provvedimenti senza ulteriore indugio, a tutela degli interessi generali di Spoltore e dei suoi cittadini».
Alla luce di queste nuove informazioni che pure qualcuno doveva conoscere in questi anni la questione si aggrava e si fa più che pesante. I cittadini hanno il diritto di conoscere la verità e come sono stati aministrati in questi anni?
Per ora alle varie interrogazioni sono state date risposte vaghe.
Qualche tempo fa l’assessore all’Urbanistica, Lorenzo Mancini, diceva che l’accordo Arca sarebbe andato avanti.
Da tempo si parla di una inchiesta aperta presso la procura della Corte dei Conti mentre sui nuovi fatti pare ci sia già chi nei prossimi giorni andrà alla procura della Repubblica di Pescara a portare documenti accompagnati da un esposto con la richiesta di investigare a fondo su questa brutta pagina di amministrazione pubblica.