IL PORTO DELLE SABBIE

Dragaggio, Arta completa carotaggi ma sui tempi dell'appalto è buio pesto

Nessuna risposta esaustiva da Roma

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Arta amicone damiani

Amicone e Damiani

PESCARA. L'Arta ha completato una campagna intensa di carotaggi e analisi dei sedimenti di tutto il sistema portuale, che ha rimesso agli organismi competenti.

Le analisi, spiega l'Arta, servono ad avere una conoscenza di base delle caratteristiche chimico- fisiche del materiale da dragare, anche perchè il grado di contaminazione o viceversa di pulizia dei sedimenti incide sia sul costo che sulla velocità delle operazioni.
Al lavoro relativo al porto di Pescara «è stata data priorità assoluta e l'impegno in termini di personale e tempo è stato notevole, tanto che ad oggi esiste un quadro conoscitivo esaustivo e approfondito delle caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche dei sedimenti del porto».
L'Arta, però, non fornisce informazioni sui risultati ottenuti e dice che «in futuro verrà fornito un report dettagliato delle attività svolte».
Dallo scorso anno l'Agenzia e' finita nell'occhio del ciclone perchè proprio l'Arta ha realizzato le analisi sulla darsena commerciale del porto di Pescara che hanno consentito l'avvio dei lavori di dragaggio, subito bloccati dalla magistratura aquilana che riteneva quel materiale contaminato da Ddt mentre per l'Arta non esiste alcun allarme Ddt.
Nei giorni scorsi il sindaco Mascia ha chiesto un incontro urgente con il presidente della Regione Abruzzo
Gianni Chiodi e, contestualmente, anche di un vertice a Roma con il Ministro Improta, da svolgere al massimo entro la prossima settimana, per pretendere chiarezza sul bando e sui tempi di esecuzione del dragaggio.
I pescatori hanno di nuovo espresso le proprie preoccupazioni per quell’incontro che martedì scorso Mascia avrebbe dovuto avere a Roma, assieme al presidente Testa, con il Ministro Improta, incontro saltato per una seduta del Consiglio dei Ministri. Le richieste della marineria sono chiarissime: vogliono date precise da
Roma. Hanno sentito il Provveditore Interregionale alle Opere pubbliche Carlea dire addirittura di non essere in grado di fornire delle date precise circa l’inizio delle operazioni di dragaggio e di ritorno in mare della marineria.
«Onestamente», ha detto Mascia, «non riesco a credere che il Provveditore Carlea non conosca tali date, e ovviamente tale perplessità ha incrementato le nostre comuni preoccupazioni».
«Se non sarà possibile tornare in mare per Natale – ha infatti detto Mimmo Grosso –, che tradizionalmente è il mese migliore per lavorare, quello che di solito ci permetteva di affrontare con serenità anche i mesi
invernali di ‘magra’, gennaio e febbraio, ce lo devono dire perché dobbiamo decidere come attrezzarci, anche economicamente, pensando che a novembre dovremo pagare le rate mutuo e gli anticipi dell’Iva. Ai nostri dipendenti dobbiamo dare la possibilità eventualmente di sbarcare dai nostri pescherecci e di andare a lavorare altrove. Per ora stiamo aspettando, ma abbiamo dinanzi a noi delle scadenze sempre più vicine,
mentre il dragaggio resta ancora lontano e ancora non sappiamo nulla del fondo della Cassa Integrazione».