GRANDI RISCHI

Uragano Sandy: «l’America ha imparato dal terremoto de L’Aquila»

E’ polemica sull’allarme del servizio nazionale meteo: «lasciate la città o morirete»

Marirosa Barbieri

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Uragano Sandy: «l’America ha imparato dal terremoto de L’Aquila»
NEW YORK. Nessun tentennamento, né rassicurazioni.

Muso duro, parole forti, messaggio chiaro: «evacuate New York o sarete investiti dall’uragano e morirete».
E’ il contenuto del messaggio del National Weather Service rivolto all’America, pochi giorni prima che l’uragano Sandy si abbattesse sullo Stato di New York. E questo annuncio, secondo la stampa, ha permesso di contenere le vittime e di evitare una catastrofe.
Ma il messaggio ha fatto discutere. C’è chi lo ha definito eccessivo e chi, col senno di poi, l’ha salutato come una benedizione.

«LA LEZIONE  DA L’AQUILA»
«Quando abbiamo letto il messaggio, alcuni di noi si sono chiesti se il tenore fosse esagerato, altri hanno abbozzato, altri ancora non si sono espressi».
Così, il columnist del giornale Forbes, Richard Levick commenta l’annuncio del National Weather Service (NWS) di Mount Holly riunitosi per discutere sul piano di evacuazione  «Se siete restii a lasciare le vostre case, pensate ai vostri cari, pensate al personale di soccorso che dovrà raggiungervi quando lo contatterete, in preda al panico, chiedendogli di essere salvati, pensare alle squadre di salvataggio che recupereranno i vostri resti se non ce la farete», sono state le parole della commissione.
Quel “remains” (resti) è stato il termine più forte, evocativo, terrorizzante; quello che probabilmente ha fatto piombare in catalessi la città che non dorme mai. Anche il governatore del New Jersey, Chris Christie ha usato toni forti per mettere in guardia gli americani sui possibili rischi.
Forse, ha osservato Levick, «i nostri esperti, nel formulare l’allarme, hanno pensato alla tragedia del sisma de L’Aquila (anche perché è recente la sentenza che ha condannato alla prigione i membri della commissione Grandi Rischi, accusati di aver rassicurato gli aquilani a rimanere a casa, dopo le avvisaglie del terremoto)».
E infatti molti, in America, racconta Levick, hanno sottolineato le differenze tra le rassicurazioni dispensate ai cittadini aquilani, prima della tragedia e l’allarmismo con cui gli Stati Uniti  hanno preparato i cittadini.
Questo eccesso di zelo, ha osservato Levick, «ha portato un bilancio di  “soli” 50 morti. Oggi New York non è ancora tornata alla sua piena funzionalità, l'interruzione di corrente è massacrante, il pieno recupero è previsto  nell’arco di due settimane».

«IL CONSIGLIO DEL SINDACO: SEDETEVI, GUARDATE TV, MANGIATE UN PANINO»
Mentre il board di meteorologi americani lanciava l’allarme, secondo quanto scritto dal Prnewser  il sindaco Michael Bloomberg ha usato una strategia un po’ più soft nella gestione del piano di emergenza. Secondo il giornale, Bloomberg avrebbe rassicurato gli americani suggerendo loro di sedersi, mangiare un panino e guardare la televisione.
Questo tono, sottolinea Levick, «ricorda quello Bernardo De Bernardinis, allora vice capo del Dipartimento della Protezione Civile in Italia, che aveva consigliato ai residenti di tornare a casa e bere un po 'di vino, di Montepulciano».
«Emergenze di questo tipo possono essere gestite in vario modo», ha concluso il giornalista, «come ha fatto Chris Christie o come ha fatto Bloomberg. La cosa che tutti dobbiamo capire è che, in vista catastrofi del genere, non saranno di certo un panino o un Montepulciano a salvarci».