IL CASO

Recupero crediti Compass: «stalking sugli utenti morosi»

Il racconto degli utenti al programma Codice a Barre

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

30512

Recupero crediti Compass: «stalking sugli utenti morosi»
ITALIA. Il cliente non paga, la società finanziaria gira la pratica ad una ditta esterna; questa sollecita l’utente moroso con metodi non proprio gentili.

E’ il racconto di alcuni cittadini in diretta tv al programma Codice a Barre condotto da Elsa Di Gati. I malcapitati raccontano la loro esperienza con la Compass, società finanziaria del gruppo Mediobanca, cui ci si rivolge per chiedere prestiti. La realtà dei prestiti è comune a molte persone, soprattutto in tempi di crisi.
Presente, in studio, anche il direttore di Abruzzo24ore.tv, Luca Di Giacomantonio che ha denunciato in un’inchiesta giornalistica la vicenda di un terremotato aquilano vittima di pressioni.

«POCHI GIORNI DI RITARDO: PARTE LO STALKING»
«La mia disavventura è partita nel 2009 quando ho chiesto un finanziamento alla Compass, di 7mila euro».
Comincia così il racconto fiume di Claudio Arena, un cittadino che testimonia la sua esperienza. Arena dice di aver ricevuto in ritardo il primo bollettino di pagamento della rata Compass e per questo è stato contattato da una società, la Cr srl di Grosseto.
«Mi hanno chiamato da un numero di cellulare e si sono presentati come Compass. Mi hanno invitato entro 24 ore a recarmi presso la filiale per pagare 20/30 euro in più rispetto alla rata».
Una maggiorazione, dovuta al ritardo nel pagamento. Quando Arena ha detto di essere impossibilitato ad effettuare il pagamento, è partito un vero e proprio stalking, racconta l’uomo, «con chiamate a tutte le ore del giorno. Mi hanno minacciato persino di inserirmi nell’elenco dei cattivi pagatori».
La stessa storia è accaduta a Maria Giulia Nolletti di Locri. Anche lei ad aprile 2009 ha chiesto un prestito alla Compass per l’ acquisto di un’autovettura. «Per tre anni ho pagato regolarmente», racconta la donna imbufalita, «ad agosto ho versato la rata con qualche giorno di ritardo. Hanno chiamato sul cellulare di mia madre, chiedendomi 34 euro in più».
Alla richiesta di ulteriori spiegazioni da parte della donna, la società non ha dato spiegazioni, intimandole di pagare la penale.

LE CHIAMATE PRESSANTI AI VICINI DI CASA
C’è un elemento che accomuna le due storie: la violazione di privacy da parte della società. Il signor Arena ha raccontato che la Cr srl ha chiamato il suo vicino di casa «per chiedergli di sollecitarmi nel pagamento e raccontandogli i fatti miei». Così come «quelli della Compass» hanno contattato la vicina di casa, inferma, della signora Nolletti. Tutto questo in barba alle più elementari norme sulla privacy.

«SI TRATTA DI POCHI CASI SU MILIONI»
L’avvocato Marco Recchi intervenuto per conto della Compass sminuisce la portata della vicenda. «Delle pratiche gestite che sono 32 mln, un terzo va a buon fine. I malcapitati, invece, sono pochissimi». Per l’avvocato la maggiorazione richiesta da Compass non è altro che la spesa di recupero contrattualmente prevista per chi paga in ritardo.

CONSIGLI PER GLI UTENTI
L’avvocato Paolo Martinello di Altroconsumo, intervenuto in diretta, ha definito questo modus operandi una violazione della privacy.
Il legale ha messo in guardia gli utenti dalle minacce illegali. «Non è vero che chi ritarda di pochi giorni rate deve finire nel registro nero; per essere classificato come cattivo pagatore l’utente non deve pagare due rate consecutive o due mensilità consecutive. Il metodo è certamente scorretto. Chi non paga in tempo non è un criminale».
In caso di minacce, consiglia l’avvocato, si può fare una segnalazione al Garante della Privacy ed al Garante della concorrenza del mercato. Quanto alla maggiorazione, Martinello invita gli utenti ad assicurarsi che essa non sia eccessiva. «Decine di euro per un ritardo di pochi giorni», dice l’avvocato, «sono troppi».
m.b.