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Porto Francavilla, Di Nicola ad Angelucci: «ma quali bugie, la mia verità è documentata»

L’ex procuratore replica alle accuse dell’ ex sindaco

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Porto Francavilla, Di Nicola ad Angelucci: «ma quali bugie, la mia verità è documentata»

Enrico Di Nicola

FRANCAVILLA AL MARE. Parla di sé in terza persona quasi a prendere le distanze da una storia che invece lo riguarda da vicino e che ora lo colpisce nell’intimo.

«Se Enrico Di Nicola ha parlato in modo negativo, non del porto di Francavilla ma delle illegittimità o irregolarità o errori, denunciando comportamenti colposi se non dolosi, lo ha fatto per restituire ai cittadini verità e dignità».
Così l’ex procuratore di Bologna e Pescara, risponde alle accuse rivoltegli dall’ex sindaco di Francavilla al Mare, Roberto Angelucci, nel corso di un sit in, il 20 ottobre scorso.
Al centro della polemica il porto turistico di Francavilla, per cui l’ex sindaco Angelucci è stato indagato insieme ad altri personaggi. Angelucci ha accusato il procuratore (che si è occupato del porto nelle vesti di consulente per la Legalità del Comune) «di aver messo in giro molte menzogne e di aver diffuso fatti inesatti e bugie sul porto, in diretta tv».
Angelucci ha annunciato un’interrogazione che verrà discussa al prossimo Consiglio comunale con cui chiederà la revoca della cittadinanza onoraria di Di Nicola.

INVITO MANCATO
Al sit in erano presenti i rappresentanti di associazioni locali, i pescatori, diversi cittadini ed il sindaco, Antonio Luciani che si è impegnato a compiere i passi necessari affinchè per la prossima estate l’area antistante il porto venga ripulita.
C’erano tutti tranne il procuratore, «anche se sarebbe stato logico e doveroso, invitare a partecipare anche me», ha detto, «sapendo che sarebbe stato quanto meno criticato il mio intervento in Rai al programma Codice a Barre».
Il procuratore ha detto che sarebbe senz’altro intervenuto in contradditorio con Roberto Angelucci «con il quale, peraltro, ho sempre avuto cordiali rapporti».

NIENT’ALTRO CHE LA VERITA’
Di Nicola lascia poi la parola ai fatti. Ripercorre le vicende salienti del porto e le verità a lungo taciute; vicende di cui questo quotidiano ha abbondantemente parlato.
L’ex procuratore ricorda le note del Ministero dell’Ambiente che ha richiamato più volte il Comune ad osservare la legge che prevede per siti di interesse nazionale, come l’Alento, la bonifica e lo svincolo prima di qualsiasi lavoro. Richiami, che secondo Di Nicola, sono stati ignorati.
L’ex procuratore ha ricordato che la realizzazione del porto «avrebbe potuto comportare anche eventuali disastri colposi se i piloni di cemento, oggi rimasti in bilico sulle basi esterne del cantiere, fossero stati interrati senza la doverosa preventiva bonifica richiesta dalla legge per i siti Sin».
Ed ancora, ha parlato delle analisi eseguite sul sito dall’Arta di Pescara (che non riscontrò sostanze inquinanti significative nel sito) e di Chieti (il dipartimento territorialmente competente che trovò la diossina); Di Nicola ha ricordato come l’Arta di Chieti soltanto nel 2009, venne a sapere che i colleghi di Pescara avevano effettuato un sopralluogo sul porto nel 2008.

NON SI TRATTA DI RIQUALIFICAZIONE MA DI CEMENTIFICAZIONE
Di Nicola ha poi puntualizzato che i lavori per realizzare «quello che oggi l’ex sindaco Angelucci definisce eufemisticamente obiettivo di riqualificare l’intera zona dell’Alento, non è altro che un piano di “cementificazione” di tutta la zona: un pericolo, assolutamente da evitare».
Il procuratore ha invece proposto, «di potenziare l’attività del Circolo nautico consentendo un attraversamento dell’Alento magari con un ponticello possibilmente rimuovibile nel periodo invernale; di attrezzare adeguatamente la zona esclusivamente a fini turistico-ambientali; di bonificare, attrezzando e rendendo vivibile ma senza ulteriori costruzioni, tutta la foce dell’Alento a partire dalla zona antistante lo Stadio, vicino ai giardini ed al campo da tennis».
Quanto piloni che giacciono nel cantiere abbandonato, Di Nicola ha proposto di utilizzarli per realizzare parchi marini subacquei per il ripopolamento ittico.

«IL PROCESSO PENALE ? SONO CONTENTO PER ANGELUCCI»
«Sono lieto che all’ex sindaco Angelucci sia stata comunicata l’archiviazione dell’indagine in corso sulla regolarità dei lavori. Al riguardo nulla posso dire», ha rincarato, «sia perché non mi sono mai più interessato per evidente correttezza ed opportunità del procedimento penale; sia perché non ritengo, per esperienza, che la strada della causa penale, in caso di contravvenzioni come quella contestata e riguardante fatti di oltre quattro anni fa, possa portare benefici al Comune quale parte offesa; sia, infine, perché ciò che interessa a Francavilla è soprattutto che tutto l’ambiente sia bonificato nel modo migliore. Tutti gli enormi danni conseguenti alla vicenda in esame non devono ricadere sul Comune di Francavilla e sui suoi cittadini ma sui singoli soggetti responsabili degli atti illeciti, degli atti illegittimi o dei delitti da essi eventualmente compiuti per dolo o per colpa».