LA DENUNCIA

Lilium, «inoltrata un'altra denuncia in procura»

Continua lo scontro a distanza con la struttura di riabilitazione psichiatrica

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Lilium, «inoltrata un'altra denuncia in procura»
SAN GIOVANNI TEATINO. Non si placano le polemiche tra Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani e cooperativa Lilium.

Lo scontro va avanti ormai da molte settimane. Dopo una ispezione all’interno del centro di accoglienza il comitato aveva lanciato accuse pesantissime.
Accuse rigettate totalmente da Lilium che aveva detto «non accettiamo critiche da Scientology».
Ma adesso è il Comitato a sentirsi attaccato e sostiene che le affermazioni della coop «ledano i diritti costituzionali e umani alla libertà religiosa dato che le accuse rivolteci sono basate sull’appartenenza e non certo su riscontri fattuali come quelli da noi puntualmente riferiti».
Ma non solo il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani fa sapere di aver informato le autorità competenti delle presunte irregolarità segnalate «e ci auguriamo che si attivino urgentemente in considerazione del fatto che ci sono dei minori coinvolti che, secondo le nostre osservazioni, si trovano in uno stato di grave disagio e devono essere restituiti urgentemente a una vita rispettosa della dignità umana».
Sempre dal Comitato si respinge l’accusa di aver tenuto un atteggiamento «arrogante e provocatorio» durante la visita, così come era stato raccontato dalla Lilium: «fin dalle prime battute sono state messe in dubbio le nostre qualifiche per fare la visita. Precisiamo di essere sempre stati rispettosi e cortesi verso i rappresentanti della comunità: abbiamo semplicemente posto le domande per cui eravamo andati a San Giovanni Teatino. Fare delle domande è considerato un comportamento arrogante? Per esempio, abbiamo chiesto se si applica la contenzione fisica e se si poteva parlare con i ragazzi che erano stati contenuti. La responsabile ha risposto di no e si è detta offesa per la domanda. Abbiamo semplicemente preso atto della mancanza di disponibilità a farci parlare con i ragazzi contenuti e abbiamo accettato la risposta facendo semplicemente presente che avremmo reso pubblica questa mancanza di disponibilità. L’unico momento in cui abbiamo protestato è stato quando, dopo averci fatto aspettare per 2 ore, ci fatto incontrare solo quattro ragazze, con evidenti problemi neurologici, durante la mensa, e volevano chiudere lì la nostra visita senza quindi farci vedere quasi nulla».
Ma il Comitato contesta anche il fatto che di fronte a tutte le critiche mosse nel post ispezione (locali angusti, nessuna attività di recupero per i giovani…) la Lilium «ha speso i propri soldi per far sapere che alcuni di noi siano scientologisti... e forse in futuro scopriranno che tra chi pone dubbi e critiche vi sono anche ebrei o rom... Questo dice forse qualcosa non su noi, ma sulla filosofia dei responsabili della comunità?»
Il comitato ribadisce inoltre che prima, durante e dopo la visita, «è coerente con l’oggetto sociale che da più di 40 anni è parte integrante della nostra associazione e del suo statuto. Riteniamo che prima ancora di un eventuale problema penale vi sia un problema di civiltà, di decenza e di tutela della salute e non possiamo permettere che nel 2012 dei ragazzi vengano tenuti in quelle condizioni».