AMBIENTE

Biomasse Colonnella, le osservazioni dei cittadini approdano in Regione

Massima preoccupazione per le emissioni in atmosfera

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Biomasse Colonnella, le osservazioni dei cittadini approdano in Regione
COLONNELLA. Un pacchetto di osservazioni  indirizzate alla Regione.

Il Comitato Aria Nostra, costituito da cittadini dei Comuni di Colonnella, Controguerra e dei comuni vicini è preoccupato per il progetto di  centrale a biomasse da realizzare a Colonnella, in località Vallecupa.
Le preoccupazioni riguardano la procedura di autorizzazione, le emissioni sonore, il contratto per la fornitura di legno cippato, l’impossibilità di reperire la legna entro 70 Km, il rischio di esplosioni, il posizionamento dell'impianto in zona ad alto rischio di allagamento, le emissioni in atmosfera. In particolare, secondo il comitato, «sono state evidenziate le anomalie riguardanti le emissioni in atmosfera della formaldeide, sostanza ad elevato potere cancerogeno».
Il prossimo step del Comitato prevede l’avvio di una raccolta firme ed  una petizione, rivolte alla Regione Abruzzo ed al Comune di Colonnella, per la richiesta di revoca delle autorizzazioni concesse.
«A fronte degli elementi emersi nell’analisi di dettaglio del progetto», ha detto il Comitato, «intendiamo ancora e sempre di più rimarcare il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione italiana, e la necessità che il sindaco abbia tutti gli strumenti e le informazioni per il suo ruolo di garante del benessere dei cittadini».

LA VICENDA
Il sindaco Leandro Pollastrelli il 4 giugno ha rilasciato il certificato di agibilità igienico-sanitaria alla richiesta di 6 impianti a biomasse per la produzione di energia elettrica, pari a 990 kw ciascuno. A luglio la Regione ha rilasciato l’autorizzazione unica per l’impianto.
Ne è seguita un’accesa polemica. Gruppi di cittadini, preoccupati, sono scesi in piazza. La Sagitta ha tenuto un incontro pubblico per chiarire i dubbi ed ha specificato, in quella sede, che per alimentare la centrale, occorreranno 36 mila tonnellate di legna all’anno.
Il sindaco ha scritto ai cittadini dicendo di aver emesso un semplice parere tecnico, un “atto dovuto”, pena la responsabilità diretta sia del sindaco che dell’Ente con possibilità di richiesta di risarcimento del danno da parte della ditta. Pollastrelli ha detto che era convinto che, strada facendo, le cose sarebbero cambiate «visto che il Comune avrebbe avuto tutti gli strumenti di controllo nelle fasi successive, in quanto, queste autorizzazioni, normalmente richiedono tempi molto lunghi con ulteriori convocazioni e approfondimenti per completare l’iter».
Il primo cittadino si è detto pronto a presentare ricorso al Tar ed  ha assoldato un legale, per la somma di 18.876 euro.