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Impianto fotovoltaico su tombe romane. A rischio l’indennizzo per i proprietari

Giorni fa l’incontro a Celano tra amministrazione e proprietari

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Impianto fotovoltaico su tombe romane. A rischio l’indennizzo per i proprietari
CELANO. Avanti tutta sull’impianto fotovoltaico in località Paduli di Celano.

L’amministrazione Piccone è alle prese con gli ultimi dettagli in vista dell’aggiudicazione dei lavori che avverrà entro il mese di novembre. Lo rende noto l’ufficio stampa del Comune.
Nei giorni scorsi si è tenuto un incontro pubblico alla presenza del sindaco Filippo Piccone, del vicesindaco Vittoriano Frigioni, degli assessori comunali Ezio Cociotti e Cesidio Piperni, dei consiglieri Angela Taccone (presidente del Consiglio) e Francesco Stornelli e di una trentina di proprietari dei terreni su cui insisterà la struttura.
La riunione più nello specifico aveva lo scopo di illustrare ai proprietari lo stato dell’arte attuale. Il sindaco Piccone ha annunciato che qualche giorno fa sono state aperte le buste dei partecipanti al bando di gara e che entro il mese di novembre dovrebbe riunirsi la commissione per procedere all’aggiudicazione dei lavori.
In quella sede il sindaco ha spiegato che si sta valutando se esista  o meno la possibilità di seguire la strada dell’indennizzo (la somma da dare ai proprietari terrieri come contropartita per la cessione dei terreni), il cui ammontare sarà stabilito da una apposita delibera.
In alternativa, si procederà direttamente alla restituzione dei terreni al termine della durata della convenzione. Esiste la possibilità, dunque,  che i proprietari non ricavino nulla dall’operazione.
Gli aspetti certi, invece, sono i dettagli economici  del progetto. L’impianto fotovoltaico sorgerà  in località “Paludi-Prato vecchio”, a pochi passi dal Museo Preistorico su una superficie di circa 90 ettari regime. La concessione di durata ventennale garantirà un volume di introiti per le casse comunali di circa 50/60 milioni, per tutta la durata del contratto, pari a circa 2/3 milioni di euro l’anno.
Il problema è che l’area è stata oggetto di ritrovamenti archeologici di un certa importanza (sono state trovate una necropoli con tombe di epoca romana, centinaia di tombe di epoca romana con ritrovamenti di reperti risalenti a circa 5mila anni fa). Ma questo aspetto non sembra preoccupare più di tanto. Dal Comune è arrivata la rassicurazione che l’impianto fotovoltaico seguirà le prescrizioni della Sovraintendenza e non andrà quindi a modificare o deturpare  quei luoghi.

VANTAGGI
Ci sono poi una serie di vantaggi per la popolazione: a partire dallo sgravio fiscale (le entrate serviranno per abbattere le tasse quali Imu e Tarsu); oppure, parte dei soldi, sarà utilizzato per la riqualificazione dei quartieri della città. Una buona parte degli introiti derivanti dall’impianto, ha annunciato Piccone tempo fa http://www.primadanoi.it/news/politica/527361/-Impianto-fotovoltaico-su-tombe-romane--Piccone-non-molla.html saranno destinati alla valorizzazione delle aree archeologiche di Paduli così da poter sostenere  i lavori di scavo che altrimenti non potrebbero essere finanziati. «In futuro poi con qualche modifica al prg (piano regolatore generale)», ha detto il sindaco, «l’area potrebbe essere trasformata in un grande Parco Archeologico».

I DUBBI DEL PD  
Il Pd di Celano ha sollevato dubbi sul progetto preliminare del parco. Già il 28 maggio 2010 (quando il progetto è stato presentato la prima volta)  il gruppo ha sottolineato «l'assoluta inadeguatezza della documentazione, con particolare riferimento alle indagini geologiche, idrologiche e archeologiche». I consiglieri comunali del Pd Carlo Cantelmi, Antonello Di Stefano, Aniceto Ciaccia, Calvino Cotturone, Nazareno Tiberi e Daniele Bombacino nel novembre 2011 si sono attivati presso la Soprintendenza per avere informazioni dettagliate sulle operazioni di scavo in corso. Il Soprintendente Andrea Pessina ha spiegato che il parere definitivo in merito alla possibilità della centrale fotovoltaica sarebbe stato espresso soltanto al termine di tutte le operazioni di scavo sull’intera area e che i timori manifestati dal gruppo erano del tutto privi di fondamento con le procedure.
Nonostante la mancata acquisizione del parere, secondo il Pd,  «il sindaco è andato avanti facendo pubblicare nel dicembre 2011 il bando di gara per la scelta dell’impresa alla quale affidare la progettazione esecutiva, la costruzione e la gestione dell’opera».