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Università Teramo, si apre la corsa al nuovo rettore

Prc: «dovrà risolvere i problemi logistici»

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UNIVERSITà TERAMO
TERAMO. Avrà poco tempo per festeggiare.

Il nuovo rettore dell’Università di Teramo sarà chiamato a scendere in campo, da subito. Sul piatto, per lui, una serie di problemi da risolvere, a partire da quelli logistici che affliggono l’Ateneo.
Lo dice il Prc circolo di Teramo che dispensa consigli ai futuri candidati. Dopo il dietro front del rettore Rita Tranquilli Leali che il 31 ottobre lascerà la carica per il raggiungimento del settantesimo anno di età, è corsa aperta per i nuovi aspiranti. La Tranquilli Leali abbandonerà la poltrona ma non si dimetterà, dopo essere stata sfiduciata dal Senato accademico e dal consiglio di amministrazione.
Una decisione sofferta e combattuta sino alla fine. Voci di corridoio danno come suo successore il professor Luciano D’Amico preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione. Il professor D’Amico qualche tempo fa ha proposto di innovare la didattica con laboratori e strumenti multimediali e telematici, come soluzione al calo di iscrizioni all’Università.
L’erede della Tranquilli Leali dovrà dare risposte certe sulla Casa dello studente, in fase di completamento, o sulla scelta di realizzare la mensa universitaria a Coste Sant’Agostino, priva di collegamenti pubblici con il centro dopo le 18.00 (per cui chi ha diritto alla mensa due volte al giorno è costretto a rinunciarvi la sera, salvo lunghissime scarpinate).
E ancora, bisognerà affrontare il problema legato alla scelta di realizzare la nuova facoltà di veterinaria/agraria a Piano d’Accio, vista la scarsità di collegamenti pubblici e la contigua realizzazione di un hotel che rende impossibile, per mancanza di spazi, la contemporanea costruzione delle necessarie dotazioni per ospitare gli animali, indispensabili per una facoltà di veterinaria/agraria,come sottolineato da Prc.

La logistica rappresenta da sempre un problema dell’Università teramana che la rende inaccessibile al territorio che la ospita. «Migliorare questo aspetto, interagendo fortemente con l’amministrazione comunale», ha sottolineato il Prc, «per chiedere e trovare soluzioni, è senza dubbio il principale impegno che dovrebbe assumere chi si candida a rettore. Offrendo un servizio decente e garantendo i diritti degli studenti probabilmente le iscrizioni non caleranno, mantenendo l’università pubblica ed accessibile a tutti e, solo in una seconda fase, rivendendo l’offerta formativa, molto probabilmente questa Università continuerà a crescere ed ad interloquire con la realtà esterna».
E questa è solo una parte dei problemi: bisognerà investire nella ricerca, potenziando i servizi agli studenti e ricostruendo un rapporto di sinergia con il territorio e le istituzioni: Comune, Provincia e Regione; insomma c’ è un Ateneo da svecchiare.
Forse questo è stato il punto a cui si sono appellati senato e cda nel richiedere le dimissioni della Tranquilli Leali.
Lo scorso settembre, dieci senatori hanno votato per mandare in pensione il rettore. Solo due di loro si sono schierati dalla sua parte. Il Senato accademico ha prima invitato la Leali a dimettersi dalla carica per motivi anagrafici (ha 70 anni) e poi ha indetto nuove elezioni.
Il rettore ha perso anche la maggioranza in Cda. Sono stati 10 i voti favorevoli su 21 su una sua proposta. Contro di lei hanno votato in 7 e 4 si sono astenuti.
Rita Tranquilli Leali in quell'occasione ha chiesto di votare l'ipotesi di andare avanti nella seduta, anche se alcuni atti all'ordine del giorno avevano bisogno del parere vincolante del Senato accademico. Il rettore ha ignorato la richiesta di ottenere il parere favorevole del Senato accademico su alcuni provvedimenti. Risultato: il Consiglio è saltato, perchè legato al senato accademico, e la proposta della Tranquilli Leali è stata bocciata.
Anche la Facoltà di Scienze Politiche ha chiesto le dimissioni immediate e nuove elezioni attraverso una mozione di sfiducia al Rettore Rita Tranquilli Leali.
Il documento è stato approvato a maggioranza quasi unanime da docenti, ricercatori e rappresentanti degli studenti, sottoscritto nel corso del Consiglio di Facoltà ed allargato alle rappresentanze studentesche.
La mozione arriva dopo la sfiducia del Senato accademico e dopo quella del Consiglio di amministrazione. I rappresentanti degli studenti hanno ricordato la difficile situazione dell’Università.