TASSE E TERREMOTO

Tasse, Chiodi: «Fornero congeli le circolari Inps e Inail»

Il governatore si appella al governo Monti

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Tasse, Chiodi: «Fornero congeli le circolari Inps e Inail»

Gianni Chiodi

L’AQUILA. Il presidente della Regione Gianni Chiodi ha scritto al ministro Elsa Fornero.
Sul tavolo la circolare dell'Inps e dell'Inail che pretende la piena corresponsione dei contributi da parte dei cittadini del terremoto in Abruzzo.
E se da più parti giunge l’accusa di un provvedimento «illegittimo» perché viola una legge del Parlamento italiano, nei giorni scorsi proprio Fornero aveva spiegato che è stato proprio il Ministero a chiedere a Inps e Inail di intervenire. Il Governo Monti lo avrebbe fatto «per aiutare gli aquilani» evitando cioè che poi si trovassero, un domani, a restituire il restante 60% nel caso in cui l’Unione Europea dovesse ravvedere una infrazione.
Ma da più parti arrivano richieste di una marcia indietro. «Ritengo necessario ed urgente», si legge nella nota inviata a Roma da Chiodi, «che il Governo italiano si faccia parte diligente affinchè possa adottare tutte le iniziative tecniche e politiche necessarie nei confronti delle istituzioni europee affinchè venga riconosciuto che gli aiuti concessi ai cittadini e alle imprese nazionali in occasione di calamità naturali, rientrano nella categoria derogatoria degli aiuti considerabili come lesivi della concorrenza».
La lettera è stata inviata anche al presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti, e al ministro per la Coesione Territoriale, Fabrizio Barca. «Altrettanto urgente - aggiunge il presidente Chiodi - che il medesimo Governo congeli le interpretazioni surriferite, in quanto preventive rispetto ad una questione non ancora accertata».
«Non posso nasconderle - sottolinea Chiodi - il clamore che le circolari appena ricordate hanno creato nell'opinione pubblica abruzzese e nei rappresentanti delle istituzioni locali ad ogni livello. Ciò in quanto è apparso, giustamente a mio avviso, che gli Istituiti interessati siano andati oltre le competenze loro attribuite, disconoscendo, di fatto, una legge del Parlamento italiano. A questo non puo' essere opposto il rischio di una possibile violazione alle norme europee, allorquando non si è di fronte ad una decisione consolidata, bensì all'avvio di una procedura di verifica della reale violazione delle norme che regolano a livello europeo la concorrenza».