6 APRILE 2009

Abruzzo, sentenza shock Grandi rischi: condanna a sei anni per tutti

L'accusa aveva chiesto 4 anni

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Il giudice Marco Billi

Il giudice Marco Billi

L'AQUILA. Dal Comune il primo commento: «Sentenza importante. I giudici sono stati coraggiosi. Finalmente abbiamo un po’ di giustizia».


Sei anni di reclusione per tutti gli imputati. E' questa la condanna inflitta dal giudcie unico Marco Billi ai componenti la commissione grandi rischi, in carcica nel 2009, che avrebero rassicurato gli aquilani circa l'improbabilita' di una forte scossa sismica che invece si verifico alle 3.32 del 6 aprile 2009.
I pm avevano chiesto la condanna a quattro anni di reclusione per omicidio colposo  plurimo, disastro colposo e lesioni. Secondo l’accusa gli imputati «sono venuti meno ai doveri di valutazione del rischio connessi alla loro funzione» anche sotto il profilo dell'informazione. Queste notizie rassicuranti «hanno indotto le vittime a restare nelle case».
Il giudice ha condannato gli stessi imputati all'interdizione perpetua dai pubblici uffici ed in stato di interidzione legale durante l'esecuzione della pena.
Ci sono volute trenta udienze per giungere alla condanna odierna. Alle lettura del dispositivo della sentenza in aula erano presenti, oltre ai due pm Roberta D'Avolio e Fabio Picuti, anche i sostituti procuratori Simonetta Ciccarelli, Antonietta Picardi e David Mancini. I morti provocati dal sisma del 6 aprile 2009 furono 309 .

I CONDANNATI
Franco Barberi
, presidente vicario della Commissione Grandi Rischi, Bernardo De Bernardinis, gia' vice capo del settore tecnico del dipartimento di Protezione Civile, Enzo Boschi presidente dell'Ingv, Giulio Selvaggi direttore del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto Case, Claudio Eva ordinario di fisica all'Universita' di Genova e Mauro Dolce direttore dell'ufficio rischio sismico di Protezione civile.

7,8 MLN DI RISARCIMENTO DANNI
Il giudice ha disposto nella sentenza di condanna sempre a titolo risarcitorio una provvisionale che sfiora gli 8 milioni di euro per le parti civili di cui oltre due milioni di euro immediatamente esecutiva.

LA REAZIONE: SENTENZA SBALORDITIVA E INCOMPRENSIBILE»
«Una sentenza sbalorditiva e incomprensibile, in diritto e nella valutazione dei fatti». Così l'avvocato Marcello Petrelli, difensore del professor Franco Barberi, ha commentato la sentenza annunciando che «non potrà che essere oggetto di profonda valutazione in appello».
«Questa sentenza avrà grosse ripercussioni sull'apparato della pubblica amministrazione. Nessuno farà più niente». Lo ha detto l'avvocato Filippo Dinacci, difensore dell'ex vicecapo della Protezione civile e attuale presidente dell'Ispra, Bernardo De Bernardinis, e del direttore del servizio sismico del dipartimento della Protezione civile, Mauro Dolce.

DE BERNARDINIS: «INNOCENTE DAVANTI A DIO»
«Mi ritengo innocente di fronte a Dio e agli uomini». E' stato questo il commento "a caldo" del professor Bernardo De Bernardinis, ex vicecapo della Protezione civile. «La mia vita da domani cambiera', ma se saranno dimostrate le mie responsabilita' in tutti i gradi di giudizio - ha concluso - le accettero' fino in fondo». De Bernardinis e' stato presente in tutte le udienze relative al filone d'inchiesta sui sette membri della Commissione Grandi Rischi.

BOSCHI: «PENSAVO ALL’ASSOLUZIONE»
«Sono senza parole...Ero convinto che mi avrebbero assolto...». Cosi' il professor Enzo Boschi commenta all'Agi la sentenza che lo ha condannato. «Io non ho mai rassicurato alcuno in tal senso - ha detto Boschi - sfido chiunque a trovare anche un solo pezzo di carta con la mia firma che attesti quella presunta rassicurazione. Sappiamo che il patrimonio edilizio italiano fa schifo e che non c'e' bisogno del terremoto per buttarlo giu'...»
«Sono senza parole...«Sono avvilito, disperato. Pensavo di essere assolto. Ancora non capisco di cosa sono accusato. Ero convinto che mi avrebbero assolto...». Cosi' il professor Enzo Boschi commenta all'Agi la sentenza che lo ha condannato. «Io non ho mai rassicurato alcuno in tal senso - ha detto Boschi - sfido chiunque a trovare anche un solo pezzo di carta con la mia firma che attesti quella presunta rassicurazione. Sappiamo che il patrimonio edilizio italiano fa schifo e che non c'e' bisogno del terremoto per buttarlo giu'...»

PEZZOPANE: «FINALMENTE GIUSTIZIA»
Dal Comune il primo commento: «Sentenza importante. I giudici sono stati coraggiosi. Finalmente abbiamo un po’ di giustizia».
Questa la dichiarazione dell’assessore alla Cultura Stefania Pezzopane dopo la sentenza del processo alla Commissione Grandi Rischi.
«Nel mio libro “La politica con il cuore”, – ha proseguito l’assessore Pezzopane – che ho scritto nel 2009, avevo apertamente denunciato l’inganno e la superficialità dei quali si era resa coplevole la Commissione Grandi Rischi. Voglio ricordare che il Comune dell’Aquila si è costituito parte civile fin dal 2010 ed è l’unica istituzione ad aver preso questa iniziativa, nonostante i familiari delle vittime del sisma lo avessero chiesto anche a Regione e Provincia. Oggi più che mai sento tutto il dolore per l’inganno che abbiamo subito. Queste persone erano venute all’Aquila con il proposito predeterminato di rassicurarci. Una vicenda terribile. – ha concluso l’assessore – In questa giornata storica per quello che rappresenta, sono vicina agli aquilani, traditi e umiliati ma non vinti».
PICUTI: «VOLEVAMO CAPIRE LA VERITA’»
Poche le parole di commento del pm Fabio Picuti: «non ci sono commenti da fare se non quelli del giudice che ha letto la sentenza: tutto il filo conduttore del processo non era la ricerca di colpevoli, ma quella di capire i fatti, perche' noi con il compianto procuratore capo, Alfredo Rossini, volevamo solo capire i fatti. L'Aquila ha consentito che si tenesse questo processo delicato e si arrivasse a sentenza».
E a chi, all'inizio dell'inchiesta, parlava di "processo folle" il pm risponde: «Non credo proprio, anche se qualunque processo penale rappresenta una sconfitta per tutti». Picuti per la seconda volta consecutiva vede accolta la richiesta di condannare i responsabili delle vittime del terremoto, dopo quella della scorsa settimana che ha visto dare tre anni e mezzo al direttore dei lavori dello stabile di via Rossi, in cui lo stesso direttore perse la figlia.

INGV: «SCIOCCATI»
«Sono scioccato»: il presidente dell'Isituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (ingv), Stefano Gresta, ha commentato così la sentenza. «E' l'unico commento che mi viene da cuore e l'unica cosa che penso è che fra i condannati ci sono colleghi e amici».