VIOLENZA DOMESTICA

Abruzzo, picchia la moglie per 6 anni e la minaccia di morte, denunciato

Trovati tre fucili in casa

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Abruzzo, picchia la moglie per 6 anni e la minaccia di morte, denunciato
VASTO. Dall’inizio dell’anno in Itaolia sono state uccise 100 donne.
A colpire mariti e compagni violenti che dalle minacce o dalle percosse passano poi alle vie di fatto. L’episodio avvenuto a Vasto nelle ultime ore, per fortuna, non contiene l’ennesimo nome di una donna morta ammazzata ma racconta comunque l’orribile sfondo del femminicidio che nel Paese sta arrivando a livelli mai raggiunti prima.

Si tratta del terzo caso di maltrattamenti in famiglia registrato nel giro di pochi giorni nella città di Vasto. Il calvario della povera donna, di origini rumene si è concluso grazie all’intervento della Polizia.

Per 6 lunghi anni il marito l’ ha picchiata ripetutamente. In molteplici casi è stata costretta a ricorrere alle cure dei sanitari per medicare le lesioni che questi le procurava. Inizialmente la coppia, residente a Vasto da circa dieci anni, viveva come una famiglia normalissima, dal matrimonio era nato anche un figlio.

Poi, ha raccontato la donna, con il passare del tempo l’uomo è diventato sempre più irascibile, si arrabbiava per ogni futile motivo, ha iniziato a bere in maniera spropositata e spesso era in compagnia di amici poco affidabili. La vittima ha sempre subito in silenzio, cercando di prendere il meglio da quella relazione, ha sempre perdonato il marito, ma le cose non sono cambiate. Ogni volta che rincasava ubriaco la percuoteva ed iniziava ad essere verbalmente violento anche con il loro figlio. Con il passare del tempo ai maltrattamenti e alle percosse si sono aggiunte gravi minacce di morte.

A questo punto la vittima ha deciso di allontanarsi da casa anche perché l’uomo custodiva in casa fucili e munizioni, legalmente detenuti. Si è rifugiata per qualche tempo da suo fratello, ma poi ha fatto ritorno per via del figlio minore che, rimasto con il padre, ha pregato la donna di tornare.

Al suo ritorno la donna ha constatato che i modi del marito non sono affatto cambiati. Un giorno, in preda ai fumi dell’alcool ha spento una sigaretta sul braccio del figlio e poi l’ha picchiata a tal punto da perforarle la membrana timpatica. Per le lesioni riportate ha avuto una prognosi di 20 giorni, salvo complicazioni.

L’ultimo episodio risale a qualche giorno fa quando il marito rientrando a casa, sempre visibilmente ubriaco, ha aggredito la moglie e ha iniziato a minacciarla di morte, tutto come in altre circostanze, ma questa volta l’uomo ha aggiunto un particolare inquietante: per la povera donna quello sarebbe stato l’ultimo giorno di vita, perché l’avrebbe uccisa. La malcapitata sapendo dell’esistenza dei fucili, ha iniziato ad urlare sperando che qualcuno la sentisse ed è riuscita a correre in strada.

Fortunatamente i vicini hanno chiamato il 113. Gli operatori della Squadra Volante del Commissariato, coordinati dal dirigente Cesare Ciammaichella, hanno trovato la donna ancora in strada, in preda ad una crisi di pianto e con addosso i segni delle violenze appena subite. Immediatamente hanno chiamato un’ambulanza che l’ha trasportato in ospedale. Presso l’abitazione della coppia gli agenti hanno acquisito 3 fucili con il relativo porto d’armi, di cui due automatici e uno a canne sovrapposte e numerose munizioni. L’uomo è stato successivamente identificato per D.J., di anni 49, già con precedenti penali per lesioni e maltrattamenti, ora dovrà rispondere anche di minaccia aggravata.

Per i fatti accaduti la vittima ha presentato denuncia. L’uomo dovrà rispettare scrupolosamente gli eventuali provvedimenti che saranno emessi nei suoi confronti, in caso di trasgressione rischia il carcere.