Lo smaltimento macerie rischia una nuova paralisi

Il problema ruota intorno alla cava scelta come sito di stoccaggio

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PAGANICA. Si riaccendono i riflettori sull’area ex Teges di Paganica, scelta per lo smaltimento delle macerie post sisma a L’Aquila.
Il 22 ottobre il Tar L’Aquila dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato dalla ditta proprietaria dell’area e che ha chiesto la sospensione del decreto che autorizza l’esproprio del sito per pubblica utilità (da utilizzare cioè come stoccaggio delle macerie).
Intanto l’associazione “Salviamo Paganica Onlus” ha scritto alle istituzioni esprimendo dubbi circa la realizzazione della strada tra via Fioretta e località Pontignone in Paganica, strada per l'accesso ai siti di stoccaggio e lavorazione delle maceria presso le cave ex-Teges. Il progetto della strada di circa 8 metri di larghezza, con esproprio di terreno di circa 12 metri dal costo di circa un milione di euro è legato dunque al sito in questione. Ma ad oggi, lamenta l’associazione, «nessuna risposta è giunta dagli enti coinvolti».
I fatti risalgono al maggio 2009 quando la Giunta comunale individuò la cava ex Teges come sito da utilizzare per il deposito delle macerie. La ditta proprietaria T&P presentò ricorso tramite l’avvocato Francesco Carli ottenendo la sospensione dei decreti 69 e 70 del 14 luglio 2011 con cui il commissario delegato per la ricostruzione indicava quell’area come l’unica destinata a ospitare il trattamento.

I giudici amministrativi hanno applicato la sospensiva dei decreti in vista della discussione nel merito prevista nel mese di ottobre.
«Nel frattempo», ha spiegato l’associazione, «si è provveduto a prorogare l’occupazione temporanea del sito per tutto il 2012 (con decreto numero 90 del 28/12/2011). L’attuale stato dei lavori di rimozione macerie pubbliche (dovuta ai crolli o demolizioni per pubblica sicurezza) ha subito nei primi 4 mesi del 2012 un forte incremento, tanto che il Ministro Fabrizio Barca ha rilasciato delle ottimistiche dichiarazioni affermando che entro fine 2012 tutto il problema relativo allo spostamento delle macerie della parte pubblica sarà risolto. Un ulteriore apporto di macerie pubbliche, quelle provenienti dalla ricostruzione degli edifici pubblici, si avrà anche negli anni successivi».
L'associazione “Salviamo Paganica” ritiene necessario che gli enti interessati tornino a discutere perché la strada avrebbe senso solo a seguito di una sentenza del Tar che legittimi l'esproprio dei due siti ex-Teges e solo a seguito di un futuro accordo per stoccare nei due siti anche le macerie private, in modo da continuare il processo di ritombamento delle due buche.

«Consapevoli di essere noi locali stessi i diretti interessati ai disagi causati dal traffico pesante sulla viabilità di Paganica», ha concluso l’associazione, «ordinaria e campestre, siamo disposti però al sacrificio di sopportare tali disagi pur di salvaguardare un ambiente agricolo di pregio come quello interessato dall’attraversamento della strada. È ovvio che un’eventuale prevaricazione degli interessi di un privato a svantaggio di una intera collettività(il riferimento è al ricorso della ditta proprietaria) entrerà in aperto contrasto con ogni singolo atto ricompreso nel protocollo d’intesa sottoscritto tra enti locali e Ministero il 2 dicembre 2012 concernente le azioni di recupero e riqualificazione ambientale della cava ex Teges in località Pontignone. Tale protocollo, tre le varie azioni, prevede anche l'esproprio per pubblica utilità dei due invasi della Cava ex-Teges; l'esclusione di interventi tesi ad ampliare gli invasi, evitando ulteriori espropri di terreno agricolo; l'utilizzo degli invasi della cava ex-Teges limitatamente ai tempi di riempimento degli stessi e alla loro successiva rinaturalizzazione e ripristino paesaggistico; la realizzazione di una nuova corsia di accesso al sito dalla statale 17 bis con piazzole di scambio lungo il percorso, senza procedere ad esproprio ma tramite occupazione temporanea».