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Imu Pescara, si prepara l’ennesimo scontro in Consiglio comunale

Minoranza protesta: «salasso per i cittadini»

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Imu Pescara, si prepara l’ennesimo scontro in Consiglio comunale
PESCARA. Si aprirà giovedì prossimo, 25 ottobre, la lunga maratona per riportare in Consiglio comunale il Regolamento Imu del Comune di Pescara

In programma la riduzione dell’imposta sull’abitazione principale dal 4 al 3,8 per mille. Lo strumento dovrà essere obbligatoriamente approvato entro il prossimo 31 ottobre, ultima data utile per garantire una nuova agevolazione ai pescaresi.
Ma sono già cominciate le schermaglie tra maggioranza e minoranza. Le forze d’opposizione, ieri, non hanno voluto votare il Regolamento in Commissione Finanze.
«Non hanno nemmeno presentato una proposta alternativa a quella proposta ben dieci giorni fa, lo scorso 8 ottobre, dalla maggioranza di governo», denuncia il capogruppo del Pdl Armando Foschi. «Forse sperano di far slittare i tempi e costringere i cittadini a pagare anche per la rata di dicembre l’imposta al 4 per mille. Ma non lo consentiremo e ci opporremo in ogni modo a tale atteggiamento, a costo di procedere con una maratona notturna».

«NUOVO SALASSO PER I CITTADINI»
Ma i consiglieri contestano, in realtà, l’aumento di altri 5 milioni di euro l’Imu.
E’ questa, infatti, la principale novità trovata ieri in Commissione Finanze nella proposta di modifica del Regolamento comunale che gli assessori Filippello e Seccia hanno predisposto e che tra sette giorni dovrà affronterà l’aula consiliare.
«Dai 35 milioni di euro che il Comune aveva previsto di incassare con l’Imu», denunciano Camillo D’Angelo, Enzo Del Vecchio e Gianluca Fusilli, «si è passati oggi alla inconcepibile cifra di ben 40 milioni di euro che, in aggiunta agli ulteriori 19 milioni che i cittadini pescaresi verseranno direttamente allo Stato porteranno il prelievo dalla tasche dei pescaresi di un totale di 59 milioni di euro: una autentica stangata».

COSA CAMBIA
L’iniziativa principale del nuovo regolamento riguarda la riduzione dal 4 al 3,8 per mille dell’Imu sull’abitazione principale e sulle relative pertinenze delle categorie C/2, C/6 e C/7. Confermata l’aliquota ridotta al 3 per mille per le unità immobiliari adibite ad abitazione principale gravate da mutuo ipotecario, con i relativi sgravi per i figli eventualmente a carico.
Resta l’aliquota massima al 10,6 per mille per le unità immobiliari non assoggettate ad aliquota ridotta e per le aree edificabili.
Confermate ancora le aliquote ridotte al 7,6 per mille per le unità immobiliari concesse in locazione a canone concordato; per le unità immobiliari adibite ad abitazione e concesse in uso gratuito dal possessore ai suoi parenti in linea retta di primo grado, dunque genitore-figlio o figlio-genitore; per le unità immobiliari strumentali censite nelle categorie C/1, C/2 e C/3 utilizzate per l’esercizio dell’attività d’impresa.
Infine introdotta l’aliquota agevolata al 7,6 per mille per le unità immobiliari destinate allo svolgimento di attività cinematografiche e teatrali, e confermata l’aliquota al 5,8 per mille per le unità immobiliari Ater e al 2 per mille per i fabbricati rurali a uso strumentale, come stalle o depositi attrezzi.

L’AUMENTO
L’unica eccezione è quella inerente le unità immobiliari classificate nella categoria catastale A/10 utilizzate direttamente dal proprietario per l’espletamento delle proprie attività professionali, a condizione che lo stesso abbia residenza anagrafica e la dimora abituale al Comune di Pescara, e che passa dall’8,6 per mille al 9,6 per mille.

COME SARANNO SPESI
«Secondo le stime – ha ricordato il capogruppo Foschi – tali modifiche dovrebbero determinare sul bilancio annuale di previsione dell’esercizio finanziario 2012 un gettito Imu complessivo pari a 39milioni 800mila euro e soprattutto ci permetterebbero di fronteggiare gli ultimi tagli operati dallo Stato e le spese straordinarie sostenute dall’amministrazione, come 1milione di euro per l’emergenza neve, 1milione di euro imposto dalla Spending Review, 600mila euro in più sui consumi elettrici, 200mila euro in più di consumi del gas, e 1milione e 200 mila euro in più per l’emergenza rifiuti, spese extra in realtà non note all’atto di approvazione del bilancio 2012 in giunta, ma note quando lo stesso bilancio è stato approvato in Consiglio comunale».