L'INCHIESTA

Accesso illecito in registro informatico, nei guai un cancelliere

Il pm aveva chiesto l’arresto, è stato sospeso

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Accesso illecito in registro informatico, nei guai un cancelliere

Il procuratore Menditto

LANCIANO. Illecita intromissione al registro informatico della Procura e del Tribunale.
Per questo motivo il Gip del Tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, ha emesso un provvedimento cautelare di interdizione per 2 mesi dall'ufficio per un cancelliere.
In un incontro con i giornalisti, il Procuratore Francesco Menditto ed il sostituto Rosaria Vecchi, hanno spiegato che il presunto accesso illegale è coinciso, nell'aprile scorso, con una delicata indagine di droga, seguita da alcuni arresti e poi arenatasi.
In questo ambito, alcuni indagati erano stati sottoposti ad intercettazioni telefoniche ma, all'improvviso, non avevano più utilizzato il telefono.
La Procura aveva richiesto per il dipendente un provvedimento di arresti domiciliari, respinto dal Gip.
«Siamo dispiaciuti - ha detto Menditto - di questo ulteriore caso di dipendente infedele, dopo la vicenda dell'arresto di un autista della Procura lo scorso anno, per analoghi fatti. Chi lavora nelle istituzioni deve rispettare le leggi».
La Procura ritiene che l'accesso non autorizzato sia avvenuto su sollecitazione di terze persone che ora si cerca di identificare. La vicenda passa ora per competenza alla Procura distrettuale Antimafia dell'Aquila. Alla conferenza stampa erano inoltre presenti il colonnello dei carabinieri Salvatore Ronzo ed il capitano Massimo Capobianco, che ha svolto le indagini