LA TRAGEDIA

Pescara. Peschereccio affondato: «fu errore umano»

Comandante direzione marittima: «si poteva evitare»

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Pescara. Peschereccio affondato: «fu errore umano»

PESCARA «Questo incidente rientra nelle statistiche dovute purtroppo all'errore umano».
Lo ha detto il comandante della Direzione marittima Abruzzo e Molise, Luciano Pozzolano, ricordando il rovesciamento del motopesca 'Viking 2', lo scorso 27 agosto, che aveva provocato la morte per annegamento del comandante dell'imbarcazione, Cristian dell'Osa, di 40 anni.
L’imbarcazione rovesciatosa in mare era uscito al largo per una battuta di pesca intorno alle 5.30 della mattina quando le condizioni meteo non erano ancora proibitive. L'improvviso peggioramento prima delle 9 quando ad un miglio dal porto di Pescara l'imbarcazione si è improvvisamente rovesciata. Immediato l'allarme con uomini e mezzi della Guardia Costiera, della Polmare e della Finanza subito in azione, coadiuvati da un elicottero della Polizia di Stato alzatosi in volo dall'aeroporto d'Abruzzo.
Dell’Osa è caduto in mare morendo, ha svelato poi il medico legale, per annegamento. Salvi, invece gli altri tre componenti dell’equipaggio.
«Quell'incidente poteva forse essere evitato se un piccolo motopesca di poco più di sette metri non fosse uscito - ha aggiunto Pozzolano - in circostanze difficili a livello climatico, con vento forte e mare grosso, per recuperare alcune reti. E' stata una tragedia che purtroppo ha portato alla perdita di una vita umana».
Al marittimo è stata dedicata una lapide commemorativa nell'ambito delle celebrazioni del 35/o anniversario della posa del Monumento ai Caduti del Mare a Pescara; in quella circostanza la famiglia dell'uomo aveva ricevuto una medaglia di bronzo alla memoria, attribuita dalla Presidenza della Repubblica, dall'Associazione Pro Caduti del mare. Lo scorso 10 ottobre la famiglia del pescatore aveva ricevuto anche il 'Ciatte' d'orò alla memoria dal Comune di Pescara.