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Crisi occupazionale, a L’Aquila il 36,5% dei giovani senza lavoro

+11% rispetto alla media regionale

Redazione Pdn

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Crisi occupazionale, a L’Aquila il 36,5% dei giovani senza lavoro
L’AQUILA. La provincia è allo stremo, non c’è settore che non conosce crisi, manca il lavoro, cresce la disoccupazione.

Un dato su tutti: ben il 36,5% dei giovani aquilani non ha lavoro, contro la media abruzzese del 25,6%.
Paolo Sangermano, segretario generale Cisl della provincia dell’Aquila, descrive una realtà «in piena recessione, con indicatori in flessione che evidenziano il declino di un territorio che avrà bisogno di decenni per recuperare il gap accumulato rispetto alla Costa, in un quadro che fa dell’Abruzzo una regione comunque arretrata rispetto al resto del Paese. Le crisi industriali che si stanno aprendo», afferma Sangermano, «penso alla Micron, alla Cartiera Burgo di Avezzano, al polo elettronico dell’Aquila, hanno una matrice in comune: la mancanza di progettualità e di vocazioni della provincia aquilana. Occorre uno scatto di reni, da parte di chi governa, perché si tracci un nuovo indirizzo di sviluppo. E la ricostruzione dell’Aquila è dentro tutto questo».
Il segretario Cisl invita ad abbassare i toni della polemica e a lavorare insieme, soldi alla mano, per far rinascere la città distrutta dal sisma del 2009 e l’intero territorio.
Un appello supportato dai dati: «Per la prima volta», incalza Sangermano, «si evidenzia all’Aquila un incremento degli effetti protestati: 3.224 tra gennaio e aprile 2012, per un valore totale di oltre 7 milioni di euro». E ancora.
Le ore di cassa integrazione ordinaria, da gennaio a settembre 2012 sono cresciute del 45,8% in provincia dell’Aquila, rispetto allo stesso periodo del 2011, mentre la cassa straordinaria è diminuita del 33,7%. Da notare, l’incremento del 2,9% delle indennità di mobilità.
«L’analisi del mercato del lavoro evidenzia un tasso di disoccupazione dell’8,3% in provincia dell’Aquila, contro l’8,5% della media regionale: questo dato, solo apparentemente positivo, è determinato dall’effetto degli ammortizzatori sociali in deroga, previsti per il territorio aquilano a seguito del terremoto. Si registra, infine, un picco della disoccupazione giovanile (15-24 anni), che si attesta al 36,5% contro il 25,6% dell’Abruzzo», conclude Sangermano, «scende, nel secondo trimestre dell’anno, anche il tasso di imprenditorialità giovanile, con un -2,23% rispetto allo stesso periodo del 2011».