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Sant’Omero, ufficio postale a rischio chiusura

Il Comune si oppone: «uno strappo totale»

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Sant’Omero, ufficio postale a rischio chiusura
SANT’OMERO. Ci sono paesi, frazioni, piccole realtà in cui la scuola, l’ospedale, il teatro e persino le poste diventano punti di riferimento importanti, a volte, vitali.
Vale per la frazione di Poggio Morello di Sant’Omero, dove l’ufficio postale sembra a rischio chiusura. La sforbiciata rientra nel piano di Poste Italiane che intende chiudere gli uffici nelle località di minori dimensioni.  La frazione di Sant’Omero è abitata da circa 800 abitanti e dista circa 10 chilometri dai Comuni limitrofi. Non dispone di una rete di collegamenti pubblici con gli altri centri abitati e non è servita da sportelli bancari. Così racconta il consigliere all’Informazione, Alessandro Azzari.

La Giunta comunale con deliberazione numero 141 del 27 settembre 2012, è intervenuta in merito al piano intrapreso da Poste Italiane che prevede un taglio di ben 73 presidi in Abruzzo (30 in provincia de L’Aquila, altrettanti in provincia di Teramo, 7 nel pescarese e 6 in provincia di Chieti).

«Togliere l’ufficio postale a noi poggesi», ha detto  l’assessore al Bilancio Stefano Papa, «sarà come togliere l’osso in bocca al cane. Come si fa a negare un servizio fondamentale ad frazione di 800 abitanti? Il piano di ridimensionamento sarà ostacolato con tutti i mezzi a nostra disposizione, impedendo che l’impoverimento sistematico delle funzioni pubbliche, già in atto per i tribunali ed i servizi sanitari, possa determinare la paralisi di tante realtà locali, già alle prese con i tagli della “spending review” e con gli accorpamenti decretatati dai recenti provvedimenti legislativi».

Tutto questo, secondo Azzari, rischia di alimentare il triste fenomeno dello spopolamento, del depauperamento culturale, sociale ed economico, oltre a provocare la perdita di posti di lavoro.

Della chiusura dei piccoli uffici si è interessata anche la Regione cha ha approvato tempo fa ed all’unanimità la risoluzione del Pd in difesa dei piccoli uffici postali. La richiesta era stata avanzata dai consiglieri Ruffini e Venturoni.

La risoluzione impegna il presidente Chiodi ad intervenire presso il Ministero competente con opportune iniziative atte a garantire il mantenimento del servizio pubblico nelle realtà locali colpite dalla chiusura degli sportelli postali, oltre all’istituzione di un tavolo permanente tra Regione, Upi, Anci, Poste Italiane e forze sociali per monitorare la situazione e per conoscere quali siano le reali intenzioni dell'azienda in merito al piano occupazionale.