Violarono zona rossa con carriole, cinque aquilani a processo

«Il Comune si faccia carico delle spese processuali»

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Violarono zona rossa con carriole, cinque aquilani a processo

L’AQUILA. Martedì 23 ottobre al Tribunale dell’Aquila (zona industriale di Bazzano), sarà celebrato il processo penale a carico di cinque aquilani “colpevoli” di essere entrati il 28 marzo 2010 nella centralissima Zona rossa della Piazza Nove Martiri.

Quel giorno i cittadini hanno rimosso le macerie insieme a circa duecento partecipanti. Poche ore prima la Digos aveva effettuato nei pressi della Villa Comunale, il sequestro delle carriole che ha fatto ridere l’Italia e il mondo intero, anche per la burocratica descrizione del “corpo del reato” rimbalzata su tutti i giornali.
Ai cinque viene imputato l’inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità (articolo 650 codice penale) poiché sono entrati in “zona rossa”, nonostante l’area fosse interdetta al pubblico per effetto di ordinanza del sindaco.
I cinque, contesta la procura, sono entrati «attraverso la rimozione dei presidi posti per lo sbarramento dell’accesso e raggiungendo la piazza IX Martiri, inclusa nella suddetta zona rossa, e così non osservando il suddetto provvedimento legalmente dato per ragioni di tutela della sicurezza pubblica e dell’igiene. In L’Aquila il 28 marzo 2010».
Questo è il primo di ulteriori processi che saranno tenuti nei prossimi mesi, sempre a L’Aquila, per analoghi fatti (riunioni non autorizzate, acceso alla zona rossa, rimozione macerie).
«Saranno coinvolti», commenta per l'Assemblea cittadina dell'Aquila, Antonio Gasbarrini, «decine e decine di cittadini aquilani, la cui unica colpa è stata quella di aver partecipato spontaneamente, senza alcuna precostituita organizzazione e per esclusivo amore per la propria città che, ancora oggi, versa nell’abbandono e, faticosamente, arranca tra le pastoie di una ricostruzione sempre più difficile e lontana».
Per Assemblea cittadina i rinvii a giudizio «costituiscono un’eclatante ingiustizia per gli imputanti ed un’offesa civica ed etica per le migliaia di aquilani che hanno preso carriole, badili e attrezzi vari per rimuovere le macerie scientemente occultate nella Zona rossa».
Oltre alla presenza di cittadini nel corso del processo a titolo di solidarietà, Assemblea cittadina chiede «una chiara presa di posizione dell’amministrazione comunale». «Con un apposito ordine del giorno», spiega Gasparrini, «dovrebbe farsi carico, non solo a titolo simbolico, di analoga solidarietà, nonché di tutte le altre spese giudiziali (avvocati difensori compresi) a cui andranno incontro gli imputati».