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Maltempo: due aerei del Cetemps per controllare le perturbazioni

I velivoli sono coordinati dal Centro di Eccellenza dell’Università de L’Aquila

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Maltempo: due aerei del Cetemps per controllare le perturbazioni
L’AQUILA. Una serie di mezzi da terra e dal cielo per monitorare l’ondata di maltempo annunciata nei giorni scorsi.

Il Centro di Eccellenza Cetemps dell’Università de L’Aquila ha spedito, in volo, due aerei per il controllo degli eventi atmosferici. 
L’iniziativa si inserisce nell’ambito della campagna di misure intensive HyMeX (Hydrological cycle in the Mediterranean Experiment) in corso dal 5 settembre al 5 novembre. Partecipano alla campagna anche altri Paesi come la Francia, la Spagna, la Germania, gli Stati Uniti.
Ecco come si è svolto il monitoraggio. Il Cetemps e l’ HyMeX  hanno cercato di approfondire le conoscenze sulle precipitazioni tramite misure coordinate da satellite, da terra (stazioni e radar meteorologici, pluviometri, disdrometri) e da aerei strumentati, equipaggiati cioè con particolare strumentazione di ricerca meteorologica e microfisica. Lo scorso 11 ottobre, il Cetemps  ha richiesto il volo di due aerei strumentati (un Atr ed un Falcon) per sorvolare la costa Tirrenica nelle prime ore della mattina e gran parte del centro Italia nel pomeriggio, misurando le caratteristiche della perturbazione annunciata.
La sala Meteo, allestita per la campagna dal Cetemps presso il Dipartimento di Scienze Fisiche e Chimiche dell’Università degli Studi de L’Aquila, rappresenta il punto di riferimento nazionale per tutti i partecipanti (Nasa e Ncar, il Consiglio Nazionale delle Ricerche italiano, Centri Funzionali delle Regioni Abruzzo e Umbria e l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale di Toscana, Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia).
«Si tratta di una responsabilità molto importante per il Cetemps», ha detto la professoressa Ferretti, docente di Meteorologia dell’Università de L’Aquila e membro fondatore del Cetemps, «certo, al tempo stesso comporta anche un impegno molto oneroso, resosi possibile grazie al supporto della Regione Abruzzo e del Dipartimento di Protezione Civile Nazionale».