6 APRILE 2009

Processo Grandi Rischi, la difesa: «imputati sono vittime»

Tra una settimana la sentenza

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Processo Grandi Rischi, la difesa: «imputati sono vittime»

L’AQUILA. L'assoluzione di tutti i sette imputati con la formula «perchè il fatto non sussiste» e il rigetto delle domande risarcitorie delle parti civili.

 Sono le conclusioni rassegnate dall'avvocato Carlo Sica, in rappresentanza della Presidenza del Consiglio dei ministri, citato quale responsabile civile nell'ambito del processo contro i sette membri della Commissione Grandi Rischi, in svolgimento a L'Aquila.
«Non ci sono colpe - ha detto l'avvocato Sica -  il terremoto non e' colpa di nessuno, si e' materializzato nella rappresentazione sociale che ha indotto nella notte del 5 aprile alcune persone a rimanere in casa». Per Sica, gli imputati «si sentono delle vittime».
«Si tratta di un processo documentale, questa commissione e' giuridicamente nulla», è andato avanti il legale. «Con meno di dieci componenti sara' una chiacchierata tra esperti ma non e' riunione. E questo processo dovrebbe gia' finire qua, questo processo non ci doveva stare».
Proprio parlando del verbale della Cgr del 31 marzo del 2009, Sica ha detto: «non era conoscibile perchè redatto e sottoscritto dopo il 6 aprile 2009, mentre gli altri presupposti erano rimasti interna corporis. Sotto la cenere c'e' un'idea, che Bertolaso abbia organizzato una sorta di pantomima mediatica mandando 7 killer a dire agli aquilani state tranquilli. Se questo fosse stato il suo intendimento non avrebbe telefonato a Daniela Stati (ex assessore regionale della Protezione civile) ma lasciato le cose come stanno: c'era il comunicato della Protezione civile regionale che diceva che non ci sarebbero state più scosse, quale migliore occasione? Invece no».
«La Commissione era giuridicamente nulla. La loro presenza all'Aquila era una partecipazione funzionale nulla di più».
«Il verbale - ha detto sempre Sica - e' uno solo ed e' quello del 31 marzo. Nel corso della riunione giravano fogli bianchi, fatti al volo in cui gli elementi erano il nome, l'ente di appartenenza e la firma, tutto cio' non e' attribuibile ad una bozza ma serviva a sapere chi fosse presente. Si tratta di un errore di lettura delle carte processuali. I due verbali tra l'altro non sono dissonanti».

LA RICHIESTA DELL’ACCUSA: 4 ANNI DI RECLUSIONE
I sostituti procuratori Fabio Picuti e Roberta D'Avolio nelle scorse udienze hanno invocato la condanna di tutti gli accusati a quattro anni di reclusione contestando l'accusa di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni gravi. Alla sbarra ci sono Franco Barberi, presidente vicario della commissione Grandi Rischi, Bernardo De Bernardinis (l'unico che fino a oggi è stato sempre presente in aula), già vice capo del settore tecnico del dipartimento di Protezione civile, Enzo Boschi, all'epoca presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto C.a.s.e., Claudio Eva, ordinario di fisica all'Università di Genova e Mauro Dolce, direttore dell'ufficio rischio sismico di Protezione civile.

SENTENZA PREVISTA PER 22 OTTOBRE
Quello di oggi è stato il penultimo appuntamento del processo. La prossima udienza é prevista tra una settimana, martedì 22 ottobre. Sarà dedicata alle eventuali repliche (il pubblico ministero Fabio Picuti già ne ha fatto richiesta) prima della sentenza che sarà emessa nella stessa giornata. Nelle ultime udienze hanno parlato gli avvocati di parte civile e i difensori; questi ultimi hanno chiesto l'assoluzione.