L'INTERVISTA

Montesilvano, Di Mattia, «io psicologo di una maggioranza solida»

«Scontro generazionale» tra i suoi uomini

Alessandra Lotti

Reporter:

Alessandra Lotti

Letture:

2341

Attilio Di Mattia

Attilio Di Mattia

MONTESILVANO. «Andrò avanti spedito come un treno. Adesso basta però, si fanno troppe chiacchiere inutili sulla mia città».

Il sindaco di Montesilvano Attilio Di Mattia, contestato più volte dal suo insediamento ad oggi per i primi provvedimenti portati avanti, esclude che ci sia una crisi politica in maggioranza. Problemi «di comunicazione», però, ci sono e non li nega nemmeno lui che pensa che le cose col tempo potranno sistemarsi.
Sabato scorso era stato organizzato un pranzo tra i consiglieri del centrosinistra per tentare di far gruppo, far parlare i ‘giocatori’ della stessa squadra politica «che si conoscono ancora poco». Un modo per socializzare e confrontarsi. Alla fine, però, non è andata come si sperava e le cronache locali hanno raccontato di discussioni interne e di due commensali, Emidio Di Felice e Massimiliano Pavone che hanno lasciato il tavolo prima del previsto.
«Non so come escano queste cose», dice il sindaco a PrimaDaNoi.it, «c’è la volontà da parte di qualcuno, dall’interno della maggioranza, di mettere zizzania».
Lo scontro c’è stato realmente e Di Mattia non lo nega: «era una riunione di maggioranza organizzata proprio per parlare», spiega, «è ovvio che quando si cambia approccio e metodologia d’azione ci sono personalità forti, con molta esperienza, che si scontrano con i più giovani. E’ tutto normale, credo, fino a quando queste cose non avvengono in Consiglio…». 


Secondo Di Mattia alla base degli scontri delle ultime settimane non ci sarebbero argomenti determinanti per il futuro della città: «è gossip, folklore politico. Sono discussioni che vengono fuori a causa di aspetti caratteriali, di un diverso approccio: c’è chi ha metodi di fare politica tipici di tempi passati e chi ha passione ed entusiasmo ma meno esperienza. Non è che ci sono scontri sul piano regolatore, sulla raccolta differenziata… Ripeto, sono problemi tra gente che si conosce da poco e c’è l’ esuberanza di chi è stato votato. I più saggi dovrebbero capire che gli altri lo fanno per amore della città».
«In questi mesi», ammette Di Mattia, «ho scoperto che il sindaco deve fare anche lo psicologo. Nella mia maggioranza sta avvenendo un cambio generazionale il mio compito è quello di fare sintesi. Alcuni di loro non si conoscevano nemmeno, non erano mai andati insieme a bere un caffè insieme».
Per poi quando si siedono a tavola insieme, come sabato scorso, scoppia lo scontro. E’ fallito quel tentativo di unire i suoi uomini? «Non lo so… è come tra fidanzati…a volte si litiga ma poi magari dopo ci si ama più di prima. Può essere che questo scontro sia positivo…».
La mozione presentata da Pavone sulla costituzione di parte civile del Comune Di Mattia non c’entrerebbe nulla con la lite di sabato: «quella mozione è aria fritta, è ovvio che il Comune si costituirà parte civile». «Chi mi sostiene - dice ancora il sindaco- sa benissimo qual è la strada che voglio tracciare. Se vogliono continuare a camminare con me, bene, altrimenti lo si sappia da subito: a differenza di altri, non tratterrò nessuno».
«Parliamo di economia, di lavoro», chiede poi il sindaco, «qui c’è gente che non arriva alla fine del mese». Di Mattia non vuole invece replicare alla minoranza che lo accusa: «sentir parlare di Montesilvano da parte di chi l'ha lasciata senza un soldo e con tanti problemi da risolvere, è davvero troppo e inopportuno. Hanno lasciato una macchina organizzativa che non funziona, hanno lasciato un Comune con dipendenti demotivatissimi. Pezzo pezzo sto mettendo dei mattoncini, chiedo di essere giudicato per quello che sto facendo».

Sulla decisione del Tar che ha assegnato un posto in più al Pdl il sindaco ostenta tranquillità: «andrò avanti spedito come un treno e poco importa se il Tribunale ha assegnato uno scranno all'opposizione nella persona di Claudio Daventura. E’ ovvio che un consigliere in più fa comodo, ma non sono preoccupato. In ogni modo io porto avanti il mio programma, chi c’è c’è chi non c’è non c’è».

MARAGNO: «IL SINDACO RIFLETTA SUL SUO RUOLO»
Per Francesco Maragno, leader di "Democrazia e libertà" al comune di Montesilvano, però, la crisi della maggioranza c’è e non si può non vedere. «Siamo felici di sapere che finalmente il sindaco vuole muoversi, perché la città ne ha veramente bisogno. Al tempo stesso gradiremmo sapere qual è la direzione intrapresa, da lui e dagli altri componenti della maggioranza. Non abbiamo ancora visto soluzioni tecnologicamente avanzate sui rifiuti cosi come promesso in campagna elettorale e continuamente disatteso nei fatti. Siamo ancora in attesa di conoscere i grandi progetti strategici e quali invece i fondi europei che lui aveva promesso di intercettare».
Maragno vuole sapere anche «che fine ha fatto il programma di Governo di Attilio Di Mattia, quello concordato con pezzi dell'ex maggioranza di Cordoma e quello poi sposato da una coalizione fin troppo eterogenea che sta mostrando tutti i limiti delle proprie diversità di opinioni, uno schieramento che ha finora trovato un unico punto d'incontro, quello della ricerca di poltrone e posizioni di privilegio».
«Montesilvano ha bisogno di cambiare pagina e non di vedere sempre più affollati gli uffici di consulenti o "tutor" per il primo cittadino. Il tempo delle parole è scaduto, è il momento dei fatti o delle assunzioni di responsabilità. Montesilvano ha bisogno di una leadership e, se Di Mattia, dopo 5 mesi inizia a perdere il controllo della sua maggioranza, è opportuno che rifletta sul suo ruolo».